Ogni anno, a inizio anno, avviene quella che si può considerare una vera e propria liberazione di personaggi, opere, e prodotti artistici.

Che, dopo 95 anni, perdono il diritto di copyright, e il diritto d’autore cade.

 

Quest’anno è quindi la volta di tutti quei personaggi, e quelle creazioni, appartenenti al 1930.

 

Il fiore all’occhiello di questa liberazione è la celeberrima Betty Boop, creata nel 1930 dai Fleischer Studios, ai tempi principale concorrente di Disney.

I tratti del personaggio, che tutti amiamo e conosciamo, erano ispirati alla cantante Helen Kane, all’epoca famosa per un disco di successo del 1929, Boop-Oop-a-Doop Girl, contenente le altre canzoni “I Wanna Be Loved by You”, poi rese celebri da Marilyn Monroe.

Immaginario per eccellenza della donna sensuale, romantica e malinconica, anni ‘20, diventa da quest’anno disponibile a tutti. (Nella sua versione originale, ovviamente)

 

A seguire, anche se con meno attesa, è arrivato anche il turno di Pluto, cane di Topolino, entrato nelle case di tutti bambini, di tutte le generazioni.

 

Ma non vale solo per personaggi dei cartoni animati, questo discorso, vale per tutto: film, canzoni, quadri.

Infatti, per quanto riguarda i film, quest’anno sarà possibile riutilizzare senza licenza: Niente di nuovo sul fronte occidentale di Lewis Milestone e i film con Marlene Dietrich L’angelo azzurro e Morocco di Josef von Sternberg.

 

Per le canzoni invece, tocca a Dream a Little Dream of Me, Body and Soul di Johnny Green, Georgia on My Mind di Hoagy Carmichael, per citare solo alcune delle più celebri.

 

E, infine, la categoria che personalmente mi interessa di più, ovvero i quadri.

Quest’anno due grandissimi e illustri maestri ci lasceranno le loro opere: Paul Klee e Piet Mondrian.

Entrambi entrati nel nostro immaginario per aver rivoluzionato il mondo delle avanguardie e, soprattutto, dell’astrattismo.

Chi non conosce i famosi quadri di Mondrian con le grandi figure geometriche colorate?

 

Insomma questo è un anno ricco e fortunato per noi che possiamo vedere, di pubblico dominio, una valanga di materiale artistico di grande valore.