Il futuro è dei giovani. Chissà quante volte abbiamo sentito dire questa cosa. Chissà quante volte l’abbiamo detta noi stessi, se siamo giovani sperando almeno in un futuro migliore, se non lo siamo più in qualche modo per disegnare uno scenario che ancora ci preveda, e che però non sia un muro tirato su per arginare le speranze altrui. In realtà ho sempre pensato che il presente sia dei giovani. Non solo loro, ma prevalentemente loro. Perché così prevederebbe natura. Pensate che, quando ho cominciato a scrivere di musica per giornali, parlo della fine del Novecento, tecnicamente non più giovanissimo, ero comunque lì lì per diventare trentenne, avevo previsto un mio ritiro di lì a qualche anno, ritiro che in effetti ho poi praticato per una decina d’anni, lontano dalle scene perché mi sentivo troppo vecchio per questo mestiere, giusto il tempo di vedere che nel mentre anche quelli più vecchi di me stavano tutti ancora lì e tornare a dire la mia, nei panni del solito stronzo, avrebbe detto il buon Arbasino, non avendo mai pensato io di poter ambire a quella di venerato maestro.
Da che sono tornato, sono ormai undici anni, ho scelto di occuparmi prevalentemente di pop. Per almeno un paio di ottime ragioni. La prima è che preferisco non dover ascoltare per lavoro la musica che invece ascolterei solo per piacere, diciamo che tendenzialmente, avessi tempo libero, lo occuperei ascoltando hardcore americano, ecco. La seconda è che, data un’occhiata a chi si stava occupando e ancora si occupa di pop ho pensato, credo a ragione, che non avrei avuto difficoltà a trovare di nuovo un mio spazio, perché anche il pop è una cosa seria, certo, e molti di quelli che scrivono di musica di serio hanno ben poco, a partire dalla loro sedicente preparazione musicale. Ecco, guardando alla musica pop, e nello specifico a quel fenomeno legato alla musica pop che mai come in questi anni è capace di catalizzare un po’ tutta l’attenzione dei media, a reti unificate, il Festival di Sanremo, ne stiamo parlando ossessivamente da novembre, e ancora mancano dieci giorni all’inizio, non si può non notare che negli anni ci sia stato un grande svecchiamento del cast, questo detto nell’anno in cui in realtà il cast per la prima volta torna a presentare un buon numero di gente che operava appunto già nel Novecento. Conosciamo tutti la storia, e non è questa la sede per riassumerla, ma è chiaro che a partire dalla vittoria di Gabbani, prima, e soprattutto di Mahmood poi, con il quinquennio festivalbariero di Amadeus, FantaSanremo a catalizzare l’attenzione dei più distratti e distanti, mai come oggi Sanremo è una faccenda anche di giovani. Si è abbassata notevolmente l’età media di chi lo guarda e anche di chi vi partecipa. Alcune volte, questo è un lamento un po’ da anziano, lo so, nel cast ci sono nomi talmente giovani, anagraficamente ma anche professionalmente, che anche noi addetti ai lavori trasaliamo, chiedendoci di chi diavolo si stia parlando, ma lo streaming e i social, Tik Tok in testa, hanno cambiato le regole, impossibile arginare il mare con un singolo scoglio, direbbe il sedicente poeta.
Tutto è cambiato, quindi?
Tutto… diciamo molto. Una cosa sembra non essere affatto cambiata, almeno da che si è deciso di ritornare a dividere il Festival in maniera netta tra Big e Giovani, che li si voglia chiamare così, Nuove Proposte o quel che è, cioè il fatto che chi arriva al Festival non nel cast dei Big è destinato sicuramente a non lasciare molta traccia. Certo, Mahmood ha vinto nel 2019 arrivando tra i Big proprio dalla sezione Giovani, e Olly, vincitore l’anno scorso, nel 2023 era approdato tra i Big alla medesima maniera. Tananai, poi, arrivato ultimo nei Big dopo aver fatto il salto della quaglia, è diventato subito un top player, quindi qualcosa può sempre succedere, ma parliamo appunto di quelle edizioni che prevedevano un passaggio dai Giovani ai Big in corso d’opera. Settembre che l’anno scorso ha vinto, e che è stato chiamato a inaugurare proprio la serata presentata da Gazzoli e Conti nella quale si sceglievano i due vincitori della gara dei giovani che avrebbero affiancato i due vincitori di Area Sanremo, a dicembre, tra i Big quest’anno non c’è finito, pur essendo spesso indicato per certo nei famosi listoni che circolavano prima dell’annuncio al TG1 delle 13:30.
Area Sanremo, poi, è una sorta di mistero buffo. Vi prendono parte ogni anno centinaia e centinaia di artisti, per loro natura non già accasati presso case discografiche, per finire poi selezionati da una giuria non troppo diversa da quella che decide chi vincerà l’altra gara, negli anni a volte senza neanche poi avere modo di arrivare all’Ariston, il caso di Amara, più volte vincitrice di Area Sanremo e mai portata in gara a febbraio, è lì a futura memoria. Questa lunga premessa per raccontarvi di come quest’anno, tra i vincitori di Area Sanremo, ci sia una combo davvero singolare, un rapper, una cantante e un dj. Unico progetto in gara, per altro, a presentare un brano up-tempo, più estivo che invernale, è un fatto, decisamente leggero. Parlo di Blind, El Ma e Soniko, trio in cara con Nei miei DM, arrivati a Sanremo Giovani da Area Sanremo con il cantautore Mazzariello, lì a sfidare i due vincitori dell’altra competizione, Angelica Bove e Nicolò Filippucci.
Chi avesse visto appunto la serata su Rai 1 che ha decretato la vittoria di Filippucci e Bove, con relativo approdo all’Ariston, a dicembre, del trio in questione e di Mazzariello, probabilmente, non avrà avuto notizia, almeno non in diretta. Il loro passaggio tv è arrivato infatti dopo il Tg Notte, con addirittura Carlo Conti che si è dovuto affrettare a chiedere ai telespettatori di aspettare il ritorno della diretta dopo aver salutato e augurato la buonanotte. Del passaggio di Blind, El Ma e Soniko si è però parlato sui social per una faccenda non simpaticissima. La loro esibizione non è stata esaltante, cantare un up-tempo in diretta e in una condizione del genere, un cantante via l’altro, non deve essere semplice, poche prove e comunque i soliti problemi tecnici, ma su di loro si è abbattuta la mannaia di Luca Jurman, sempre piuttosto critico nei confronti di chi cantando non è intonato, lì a criticarli sui social. La cosa sarebbe anche potuta passare in giudicato, non fosse che su di loro si è accanito anche nientemeno che Eros Ramazzotti, a metterci quello che tra chi gioca a carte si chiama il carico da undici. Con un commento al post di Jurman, infatti, Eros ha sottolineato come la loro esibizione fosse la prova di come la musica sia caduta in basso. Direi un commento quantomeno ingeneroso, tenendo conto della storia e la carriera del nostro, ma soprattutto inutile, perché un big che critica dei giovani è sempre qualcosa di imbarazzante.
Ne ho parlato a suo tempo, difendendoli pur non rientrando indubbiamente il loro pezzo tra i miei pezzi preferiti, e unendo a quel passaggio quello nel quale i tre colleghi che animano il podcast Pezzi, Luca Dondoni nello specifico, avevano giustiziato sommariamente Eddie Brock, giunto in gara forse troppo velocemente dopo il successo di Non sei mica te, su Tik Tok, ma comunque con una lunga gavetta alle spalle, oggi li ho sentiti, ognuno in un posto diverso in attesa di arrivare sabato all’Ariston per le prove con l’orchestra. Ottima impressione, i ragazzi, belli centrati e focalizzati su questa enorme occasione che potrà o potrebbe essere per loro il Festival. Perché approdare su quel palco, le Nuove Proposte, così si chiamano quest’ann, mi hanno detto, canteranno in apertura di serata, con un vasto pubblico di fronte, significa davvero giocarsi l’occasione di una vita. Occasione che ovviamente tutti hanno rincorso, pur con tempi e modi diversi. Perché la como in questione ha ovviamente storie differenti, Soniko, il dj di Castelfranco Veneto, dopo anni di lavoro si era fermato per due lunghi anni, convinto di lasciar perdere, la scelta di tornare sui propri passi la spinta a proporsi al produttore Beppe Stanco, collante tra i tre. Blind, un passato a X Factor 2020, casini col manager dell’epoca, un matrimonio, un divorzio e ora una giusta attitudine, più solare e aperta, il momento in cui nella nostra chiacchiera fraintende il mio “prima era più oscuro” con un pucciano “prima eri più scuro”, un passaggio davvero divertente. El Ma, che nella nostra chiacchierata sarà poco presente per questioni di connessione, giovanissima, scelta per la sua voce potente da Soniko, e anche per questa pronuncia non precisa, da seconda generazione. Tre giovani artisti che si sono trovati per un progetto dalla chiara matrice commerciale, Nei miei DM, brano precedentemente nel cassetto di Blind sotto le cure di Soniko è diventato un brano sì rap, ma con chiari suoni pop-dance, la voce di El Ma a rendere il tutto più chiaramente in quella direzione, una canzone che deve offrire loro l’opportunità di sfondare, per poter poi riprendere con le singole rispettive carriere e, perché no, magari ipotizzando anche nuovi progetti comuni. Il racconto della finale di Area Sanremo, alle otto di mattina, salvo poi dover aspettare fino a mezzogiorno e mezzo per sapere chi avesse vinto, quello di Sarà Sanremo, questo il titolo del programma nel quale si sono scelti gli altri due vincitori che avrebbero accompagnato i tre e Mazzariello all’Ariston, loro a cantare a tarda notte, dopo aver aspettato il rientro dal TG, la perplessità per le parole di Jurman, certo, ma soprattutto per il commento di Eros, le aspettative alte per quel che potrà capitare, l’attenzione spasmodica a questi giorni frenetici di lavoro per arrivare su quel palco al massimo, sia sotto il profilo canoro, sia per quel che riguarda il resto, essendo un brano pop dance ci sarà anche un balletto, l’auspicio di farcela, magari di scavallare l’inverno e la primavera e portare Nei miei DM, canzone che cita i tanto bistrattati social già nel titolo, coscienti come sono che i social potrebbero proprio farla diventare una hit, di tutto questo abbiamo parlato, gli accenti umbro, di Blind, e veneto, di Soniko, a accompagnare le loro parole, io con il mio accento marchigiano a fare le mie domande.
Non è dato sapere ora se nelle Nuove Proposte spiccheranno loro tre, Blind, El Ma e Soniko, col loro brano, oppure Mazzariello con la sua canzone da cantautore indie, o Angelica Bove con la sua delicata ballata, o Nicolò Filippucci col suo brano a piena voce, quel che è certo che vada come vada il futuro è dei giovani, sarebbe bello davvero che lo fosse anche il presente.




