Ospite la modella
Bianca Balti, una delle top model italiane più richieste dai brand internazionali e simbolo di forza e resilienza, è protagonista della seconda puntata di Mamma Dilettante 5, il podcast e vodcast di Diletta Leotta prodotto da Dopcast. Il programma è disponibile ogni martedì su YouTube e sulle principali piattaforme di streaming.
Victoria’s Secret: “Non mi hanno considerata”
Bianca Balti: Leggo un’altra domanda: “Non vieni più chiamata da Victoria’s Secret perché al tuo posto c’è Victoria Cerretti. Come la prendi?”
Beh, innanzitutto lei è più giovane, quindi ben venga. Io ho sfilato per loro a vent’anni e poi non l’ho più fatto. Proprio lo scorso anno, considerando che oggi la moda punta molto sull’inclusività e che la sfilata di Victoria’s Secret si teneva a ottobre, il mese della prevenzione del tumore al seno, ho pensato: “A questa età, cosa ho da perdere? Scrivo a Victoria’s Secret!”
Così ho scritto personalmente, e i miei manager hanno inviato una lettera con le motivazioni per cui avrei dovuto essere scelta. La lettera sottolineava che molte donne affrontano il tumore al seno o altre forme di malattia e che sarebbe stato bello mandare un messaggio positivo, mostrando anche chi ha cicatrici come me. Purtroppo, il messaggio non è stato recepito…
La paura di morire e il desiderio di proteggere le figlie
Diletta Leotta: Quindi la paura di morire ti ha fatto capire l’importanza di certe responsabilità?
Bianca Balti: Sì. Ho capito che sistemare le cose dal punto di vista finanziario per le mie bambine mi darebbe più tranquillità, nel caso di una recidiva o di qualsiasi imprevisto. La mia paura di morire riguarda solo loro: pensarle tristi perché la mamma non ci fosse più mi commuove e mi fa venire le lacrime agli occhi.
La vergogna di dire “faccio la modella”
Bianca Balti: Per me è sempre stato quasi imbarazzante dire che facevo la modella.
Diletta Leotta: Perché?
Bianca Balti: Quando ero piccola si sentiva spesso: “Da grande voglio fare la modella”. Non so se fosse un riferimento alle pubblicità o altro… e quella frase suonava un po’ da “stupidina”. Quindi, quando qualcuno mi chiedeva “Che lavoro fai?” e io rispondevo “Faccio la modella”, mi sembrava quasi di ammettere di non avere meriti reali, come se fosse un lavoro da poco.




