Barbara D’Urso: il paradosso della regina popolare della televisione italiana. Parla lei e lancia una frecciatina?

Ci sono personaggi televisivi che conducono programmi. E poi ci sono quelli che diventano un linguaggio. Barbara D’Urso appartiene alla seconda categoria. Non è soltanto una conduttrice: è un codice culturale, un modo di stare davanti alla telecamera che in Italia ha diviso, fatto discutere, creato imitazioni e acceso dibattiti come pochi altri fenomeni televisivi degli ultimi vent’anni. Parlare di Barbara significa raccontare un pezzo preciso dell’Italia contemporanea: quella che pranza con la TV accesa, commenta i casi di cronaca sui social, cerca emozione prima ancora che informazione. Per alcuni è stata la voce della televisione “vicina alla gente”. Per altri, il simbolo di un intrattenimento eccessivo, spettacolarizzato, continuamente sopra le righe. Eppure proprio questa polarizzazione ha costruito il suo mito.

La conduttrice è stata intervistata da La Stampa ed ha rivelato: “in questi 16 anni direi, ancora senza temere smentite, di averne lanciati parecchi di personaggi, che sono ancora in televisione. È curioso notare come alcuni di loro oggi provino a riscrivere la storia, sminuendomi pubblicamente o remandomi contro. Alcuni, pensi, sono addirittura spariti, come se si vergognassero di essere stati miei ospiti o miei opinionisti. O forse di conoscermi. Sono così scomoda?. Ma va bene così, mi creda: i fatti non si cancellano. Il resto sono dinamiche che non mi appartengono. E come diceva Totò: “Siamo uomini o caporali?””.