Sfiderà proprio Djokovic
Lorenzo Musetti, avanti due set a zero si è arreso all’infortunio più che al suo avversario Novak Djokovic. Ai quarti di finale si interrompe così il sogno del caratino amareggiato e sconsolato nelle dichiarazioni post match.
“Ho iniziato a sentire un fastidio a inizio secondo set, ho sentito che c’era qualcosa di strano nella gamba destra e ho continuato perché stavo giocando davvero molto molto bene. Ma il dolore aumentava e il problema non se ne andava. Alla fine, quando ho preso il medical time-out, sono rimasto seduto tre minuti e quando ho ricominciato ho sentito che il livello del dolore continuava ad aumentare; quindi, non c’è molto altro da dire”.
“Penso di conoscere il mio corpo e sono abbastanza sicuro che si tratti di uno strappo, purtroppo – dice -. Ho giocato quasi tutto il secondo set così, ma riuscivo a farlo e soprattutto il servizio mi aiutava molto; cercavo un po’ di spingere dalla linea di fondo, sentivo bene la palla; quindi, ho cercato di resistere e non pensare troppo al dolore. Poi però il dolore è aumentato molto, soprattutto quando andavo col dritto in open stance e non riuscivo a tornare al centro. Da quel momento non sono più riuscito a giocare. Non aveva senso e non c’era modo di fasciarla o fare qualcosa per continuare. Ovviamente farò tutti gli esami quando tornerò a casa e vi aggiornerò”.
Djokovic sfiderà ora Jannik Sinner che si è imposto in tre set per 6-3, 6-4, 6-4 il n.8 Ben Shelton. “Ho fatto un po’ di fatica nel torneo, ma la vittoria con Darderi mi ha dato fiducia e mi sento più forte fisicamente. Sono felice di essere ancora in semi e non vedo l’ora di giocare la partita. Queste sono le partite per cui ci alleniamo tutti i giorni: per batterlo devo essere al meglio ed in passato ho imparato delle lezioni che mi hanno migliorato come persona e giocatore – ha detto -. Spero sia un grande battaglia, lui sta giocando un gran tennis a 38 anni, sarà difficile“. “Sono due grandi semifinali“, ha continuato riferendosi all’altra, che vedrà protagonisti Carlos Alcaraz (n.1) e Alexander Zverev (n.3). “Quando giochi nella stessa giornata del tuo rivale, come il caso delle semifinali, ti concentri soprattutto sulla tua routine. Guardi certamente il risultato, ma ti concentri su un avversario alla volta”.




