È dedicato alla grazia il primo numero di Vanity Fair del 2026, in edicola da oggi, 7 gennaio. Una parola-chiave, un valore che attraversa l’intero magazine e trova la sua espressione nella storia di copertina con Anna Ferzetti, protagonista femminile de La Grazia, il nuovo film di Paolo Sorrentino, in uscita nelle sale il 15 gennaio.
Nell’editoriale di apertura, Simone Marchetti, direttore di Vanity Fair, racconta l’operazione culturale che guida tutto il numero: la grazia come “bellezza del dubbio”, come postura necessaria in un presente attraversato da polarizzazioni, violazioni del diritto internazionale, attacchi alle democrazie e ricorsi al potere prevaricatore invece che alla diplomazia e al dialogo. Un filo rosso che lega cinema, attualità, politica, società, diritti e grandi storie raccontate nel magazine.
In copertina, Anna Ferzetti si racconta in una lunga intervista: il momento di svolta professionale, l’attesa, le porte in faccia, il rapporto con il padre Gabriele Ferzetti, l’amore, la famiglia, il lavoro. E soprattutto l’incontro con Paolo Sorrentino, arrivato come un segno inatteso.
QUOTES
Sull’SMS di Paolo Sorrentino:
«Un regalo di Natale, il più bello, è arrivato il 25 dicembre 2024 con un sms che diceva soltanto: “Tu”. Firmato: Paolo Sorrentino». Risposta incredula: «Tu? Io? Non ci sto capendo niente…». Poi Sorrentino ha scritto: «Ti mandiamo la sceneggiatura, faremo un bellissimo film insieme». Quel giorno, in casa, ci sono state «lacrime, pianti, urla», ricorda Anna Ferzetti.
Sul ruolo in La Grazia:
«È un’opportunità enorme, una di quelle cose che per anni mi sono sembrate irrealistiche. A volte dicevo per scherzo: “Sì, vabbè, ora mi chiama Sorrentino…”».
Sul momento che sta vivendo:
«Mi sento in stato di grazia».
«Mi sento bene nella mia vita, nel lavoro, nella famiglia. Le cose si sono allineate, sono grata di quello che sta succedendo».
Sulle difficoltà e l’attesa:
«Ho preso tante porte in faccia, mi sono abbattuta molto, però ho tenuto duro. Ho seminato tanto in questi anni e ora sto raccogliendo, con calma».
Sul padre:
«L’ultimo incontro con Sorrentino, prima di sapere che ero stata scelta, è stato il 2 dicembre, la data della morte di papà. Non credo sia un caso».
Su Pierfrancesco Favino:
«Dei successi di Pierfrancesco ho sempre gioito, non c’è mai stata competizione. È stata una nostra scelta precisa: ognuno doveva fare il suo percorso. Il successo per lui è arrivato prima, ma non sarebbe stato giusto nei miei confronti fare, per esempio, un film insieme per “spingermi”».
Sull’essere “la compagna di”:
«No, non mi pesa. Ne sono orgogliosa».
L’intervista completa è disponibile sul numero di Vanity Fair in edicola dal 7 gennaio e sul sito vanityfair.it
Accanto alla cover story, il numero dedica ampio spazio ad altri racconti legati al tema della grazia: dal dialogo tra Walter Veltroni e sua figlia Martina, alle riflessioni su ecologia, giustizia, fine vita, femminismo e responsabilità individuale, fino ai grandi reportage di attualità che da sempre contraddistinguono Vanity Fair.
Giornalista: Valentina Colosimo
Fotografo: Luc Braquet
Servizio: Valentina Di Pinto
Cover Look: Max Mara, Givenchy, Pomellato
