Angelina Mango è tornata, così, di botto. È tornata da artista pura qual è, tirando fuori un album intero, da lei scritto e da lei prodotto. Di giovedì pomeriggio, fregandosene delle regole. Quello del non stare nelle regole, del resto, è una caratteristica degli artisti, Angelina l’ha già dimostrato quando ormai oltre un anno fa ha deciso di fermarsi, senza annunci, senza spiegazioni.

Oggi torna e torna non puntando alle classifiche, le sarebbe bastato aspettare qualche ora, uscire dopo l’una di notte, e probabilmente settimana prossima sarebbe stata senza problemi in testa alla classifica, capitalizzando la curiosità di questo ritorno senza annunci e spoiler non può che portare con sé. Invece no. Eccola fuori con Caramé, titolo piuttosto esplicito di quel che questo ritorno porta come bagaglio a mano. Un disco importante, quindi. Perché è il ritorno di una artista giovane che già così bene ha fatto, oltre che il segno di una ritrovata serenità che in tante le abbiamo augurato. Ma è un disco importane anche per il disco che è, per quello che dice e per come lo dice. Un disco che suona urgente, proprio per la sua formula di istant, produzioni a volte casalinghe, minimali, il pianoforte o la chitarra di plettro in evidenza, il tipico modo di cantare di Angelina, con quel flow che in una carriera così giovane è già diventato uno standard, a reggere il tutto. Testi intimi, per certi versi anche spudorati, nel senso che spudoratamente parlano di lei, senza filtri, perché di filtri non c’è necessità, Angelina a comparire anche chiamata per nome, Angelina o Nina. Dove le ballad hanno un peso specifico grosso, importante, figuriamoci se dopo un primo veloce ascolto sia sensato fare una recensione tecnica, qui si scrive d’urgenza, per festeggiare un ritorno che è a prescindere una bella notizia, sarebbe a prescindere una bella notizia, ma che ancora più bella notizia è per la palese presenza in tracklist di alcune canzoni che, è chiaro, si faranno sentire a lungo. Sedici tracce, tante sono, compresa la finale Cosìcosìcosì che la sua migliore amica, la cantautrice Henna, le ha scritto e interpretato e che Angelina ha voluto inserire in chiusura dell’album, sedici canzoni che potrebbe suonare quasi provini, non fosse che la scrittura di Angelina sembra intrecciata anche ai suoni che ha scelto per accompagnare le melodie e i testi che ha scritto, si legge nel comunicato, da sola o in compagnia del fratello Filippo, in un paio di casi con ospiti d’eccezione, Madame nella dolente Ioeio, Madame presente anche come interprete, e Aiaiai, dove è Calcutta a affiancarla alla scrittura. Un lavoro maturo, penso a Ci siamo persi la fine, a Velo sugli occhi a Pacco fragile, alle già citatte Ioeio e Aiaiai.

Intendiamoci, avesse deciso di non tornare avremmo comunque rispettato e supportato la sua decisione, perché prima viene l’artista che l’arte, e ci mancherebbe pure altro, ma sapere che Angelina è tornata e è tornata con un lavoro che ridisegna le regole già a partire dal suo arrivare sul mercato fuori da ogni regola non può che essere davvero una gran bella notizia. Specie in questa epoca di omologazione, di canzoni che si somigliano tutte tra loro perché sono state scritte tutte dallo stesso team di autori, prodotte dallo stesso sparuto gruppo di produttori. Un album nudo, nel non mettere barriere tra chi l’ha scritto e interpretato e chi lo ascolta, come in una spiaggia di naturisti, e nudo nei suoni, spesso minimali, a sottolineare giusto le linee armoniche e melodiche, stavolta è più la melodia del ritmo a farla da padrona, e quelle parole messe lì davvero senza maschere o difese, per citarla, come una bomba a mano, una voce che è in grado di creare un legame di empatia come solo alle grandi, grandissime artiste riesce, se qualcuno dovesse mai pensare che ci sia troppa enfasi in queste parole, è morto e non sa di esserlo. Al punto che non è necessario, stavolta, perdersi nella forma a me familiare del long form per poter dire: è tornata Angelina Mango con Caramè, non resta altro da fare che ascoltarselo e gioirne. Ci sarà tempo poi per le analisi, i ragionamenti, anche per ipotizzare le prossime mosse di quella che comunque si conferma una delle nostre eccellenze, ascoltate la dolentissima e delicata Igloo, proprio a un passo dalla fine, solo in apparenza esile, in realtà potentissima. È tornata Angelina Mango, libiam.