Amanda Lear, la leggendaria artista e showgirl, ha sorpreso tutti con la sua intervista a Belve, il programma di Francesca Fagnani su Rai 2, in esordio il 7 aprile. Superati gli eccessi della gioventù, Amanda si racconta mostrandosi come una diva che sa quando fermarsi per non essere stucchevole. Arguta e autentica, la Lear da Francesca Fagnani ha dato vera lezione di come si può essere una donna forte e indipendente senza perdere la propria femminilità ed umanità.

Durante l’intervista, Amanda ha parlato del suo passato, dei suoi amori e delle sue passioni. Ha raccontato di come, da “mangiauomini” quale l’avevano dipinta, sia rimasta legata al ricordo del marito Alain-Philippe Malagnac, scomparso in un incidente domestico nel 2000. “Alain è stato l’uomo che ho amato di più”, ha dichiarato.

Amanda ha anche parlato della sua spiritualità, rivelando di essere molto credente e di avere una particolare devozione per Santa Rita. “Sono curiosa dello spiritismo, ma per timore mi dedico alla preghiera”, ha ribadito, mostrando come per anni abbia giocato sul ruolo affibbiatole di donna ambigua.

L’intervista con la Fagnani si è palesata da subito un vero e proprio spaccato sulla vita di una donna che ha vissuto intensamente, e che continua a essere un’icona geniale e ilare della cultura e dello spettacolo. Amanda ha dimostrato di essere saggia, arguta e vera, capace di sorprendere ancora oggi con la sua personalità e la sua intelligenza tipica di una vera musa.

La tigre che ora si è trasformata in gattina, sottolinea la distonia esistente tra il personaggio pubblico creato e la donna che vive in semplicità domestica con i suoi gatti, dimensione che ora predilige in un’età fatta di serena tranquillità dei sensi e non solo, in cui è diventata consapevole che le amarezze fisiche, sentimentali e ordinarie, toccano a tutti, proprio come accaduto a lei che ha perso il suo grande amore, che ha preso anfetamine per essere magra e ha accettato lavori poco brillanti per pagare le bollette.