Alex Zanardi non c’è più. La notizia è arrivata nella notte tra il 1° e il 2 maggio, con un comunicato della famiglia che ha annunciato il decesso del pilota e paraciclista bolognese. Avrebbe compiuto 60 anni il prossimo ottobre.

Nato a Bologna, Zanardi è stato uno dei volti più amati dello sport italiano. Dopo aver corso in Formula 1 e nelle serie americane, nel 2001 un terribile incidente in pista gli costò l’amputazione di entrambe le gambe. Da quel momento la sua vita prese una direzione nuova, diventando emblema di resilienza per milioni di persone.

Dal volante all’handbike: i trionfi alle Paralimpiadi
Non si è fermato. Zanardi ha scelto il paraciclismo e ha trasformato la sedia a rotelle in un trampolino. Tra Londra 2012 e Rio 2016 ha conquistato quattro medaglie d’oro e due d’argento, dimostrando che la forza non si misura con le gambe, ma con la testa e con il cuore.

Nel 2020 un secondo tragico evento ha segnato la sua storia: durante una gara di beneficenza in handbike, organizzata proprio da lui sulle strade del senese, è rimasto coinvolto in uno scontro con un camion. Da allora le sue condizioni erano rimaste riservate.

Il saluto della famiglia: “Si è spento serenamente”
“Con profondo dolore annunciamo la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta ieri sera. Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari”, si legge nella nota diffusa dai familiari. La famiglia ha chiesto rispetto e riservatezza, ringraziando per le dimostrazioni di affetto arrivate da tutta Italia e dal mondo dello sport. I dettagli sulle esequie saranno comunicati in un secondo momento.

Noventa Padovana proclama il lutto cittadino
Alex Zanardi viveva a Noventa Padovana. Il sindaco Marcello Bano ha annunciato che il giorno del funerale sarà lutto cittadino. “Mi sono messo a disposizione della famiglia con il massimo rispetto. Saranno loro a scegliere data e modalità della cerimonia. La nostra comunità ha avuto l’onore di accoglierlo e saprà ricordarlo come merita”.

Il primo cittadino ha ricordato l’uomo oltre il campione: “Alex era un esempio unico. Ha insegnato al mondo cosa significa non arrendersi e amare la vita anche dopo le tragedie più dure. Quel sorriso non si dimentica. Il bene che ha fatto è immenso e resta nel cuore di tutti noi”.