Anche il mondo del teatro e della danza ci lascia con una grande perdita, il panorama internazionale dell’arte perde una delle sue figure più influenti.
È morta all’età di 91 anni Simone Forti, artista e coreografa italo-americana considerata una delle fondatrici della danza postmoderna. La sua ricerca, sviluppata nell’arco di oltre sei decenni, ha trasformato il concetto stesso di performance, abbattendo i confini tra danza, arti visive, musica e improvvisazione.
Nata a Firenze il 25 marzo 1935, Forti lasciò l’Italia insieme alla famiglia nel 1938 per sfuggire alle persecuzioni razziali. Cresciuta negli Stati Uniti, trovò proprio lì il terreno fertile per sviluppare una poetica destinata a cambiare il linguaggio del movimento. Dopo gli studi in California e l’incontro con la coreografa Anna Halprin, iniziò un percorso sperimentale che la portò a mettere in discussione le convenzioni della danza tradizionale.
L’approdo a New York, all’inizio degli anni Sessanta, segnò una svolta decisiva. Inserita nel vivace ambiente dell’avanguardia americana, Forti diede vita alle celebri Dance Constructions, opere essenziali ma rivoluzionarie, in cui il gesto quotidiano, l’equilibrio, il peso del corpo e la relazione con lo spazio diventavano gli elementi centrali della creazione artistica. Un approccio che avrebbe influenzato profondamente generazioni di coreografi e performer.
La sua ricerca non si è mai fermata alla danza. Disegni, installazioni, testi, video e performance hanno accompagnato l’intero percorso creativo, alimentando un dialogo costante tra discipline diverse. Negli anni Ottanta sviluppò le News Animations, lavori in cui le notizie di cronaca venivano reinterpretate attraverso il corpo e l’improvvisazione, trasformando l’informazione in esperienza artistica.
Nel corso della carriera Simone Forti ha ricevuto alcuni dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali. Tra questi il Leone d’Oro alla carriera della Biennale Danza di Venezia, conferito nel 2023 come tributo a un’opera capace di ridefinire il ruolo del corpo nell’arte contemporanea. Le sue creazioni sono oggi custodite nelle collezioni di importanti istituzioni museali internazionali e continuano a essere oggetto di studio e di nuove riletture.
La scomparsa di Simone Forti rappresenta la perdita di una protagonista assoluta della cultura contemporanea. Il suo lascito va oltre la danza: è un invito a considerare il movimento come linguaggio universale, capace di raccontare il rapporto tra individuo, spazio e società. Un’eredità che continua a vivere nelle opere, nelle idee e nell’influenza esercitata su artisti di ogni parte del mondo.




