Se ne è andato don Antonio Mazzi. L’educatore, il prete di strada, il fondatore della Fondazione Exodus è morto oggi a 96 anni nella sua storica abitazione all’interno del Parco Lambro, a Milano.

Ad annunciare il decesso è stata la stessa comunità che lui ha creato oltre 40 anni fa.

Una vita accanto agli ultimi
Don Mazzi che abbiamo conosciuto anche per le incursioni televisive a Domenica In accanto a Mara Venier, o da Bruno Vespa a Porta a Porta, ha dedicato l’esistenza al recupero dei ragazzi in difficoltà, in particolare tossicodipendenti. Diceva sempre: “Bisogna avere il coraggio di pensare con il cuore”.

Con Exodus ha costruito una rete educativa e sociale che da Milano si è allargata in tutta Italia e all’estero.

Sempre controcorrente, ha scelto di stare “dalla parte dei fragili”, senza etichette e senza arrendersi. La sua idea era semplice: prima di ogni problema c’è una persona da ascoltare.

I funerali: una liturgia “viva”, non formale
Secondo quanto comunicato da Exodus, l’ultimo saluto sarà aperto a tutti, senza protocolli.

La camera ardente verrà allestita nella sede storica della comunità: Cascina Molino Torrette, nel Parco Lambro a Milano – ingresso pedonale, il luogo dove tutto è cominciato e dove don Antonio ha sempre vissuto.
Gli orari: sabato 1 agosto dalle 17:00 alle 20:00 e domenica 2 agosto dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 20:00.

I funerali si terranno lunedì 3 agosto alle ore 15.00 nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.
Non una cerimonia rigida, spiega la Fondazione, ma “una liturgia viva, animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei ragazzi e degli educatori di tutte le realtà Exodus in Italia e nel mondo”.
Un prete scomodo, amato, che ha preferito la strada ai palazzi. E che fino all’ultimo ha scelto di vivere dove era nato tutto: in mezzo ai suoi ragazzi nella comunità Exodus.