Aveva 69 anni

Si è spento a Brescia Evaristo Beccalossi, storico numero 10 dell’Inter e protagonista di una delle epoche più affascinanti del club nerazzurro. Con la squadra milanese conquistò lo scudetto del 1980 e una Coppa Italia nel 1982. La società, fresca campione d’Italia, lo ha ricordato con parole cariche di emozione, sottolineando quanto fosse unico dentro e fuori dal campo.

Avrebbe compiuto 70 anni il 12 maggio. Prima dell’approdo all’Inter, Beccalossi aveva vestito le maglie del Brescia Calcio, della Sampdoria — con cui vinse un’altra Coppa Italia — oltre a esperienze con AC Monza e Barletta Calcio.

Le sue condizioni di salute erano peggiorate drasticamente dopo un malore nel gennaio 2025, seguito da un lungo coma. È morto nella notte tra martedì e mercoledì presso la clinica Poliambulanza di Brescia, dove era ricoverato da tempo.

Soprannominato “Becca”, era amatissimo dalla Curva Nord. Indimenticabile rimane la doppietta nel derby del 1979 contro il  Milan.

In quel tempo maglia numero 10 rappresentava identità e responsabilità. Beccalossi la indossava con naturalezza, raccogliendo un’eredità pesante e trasformandola in spettacolo. Insieme a Sandro Altobelli formò un’intesa offensiva quasi istintiva, tanto da essere studiata dagli avversari pur senza schemi codificati.

Dopo il ritiro, Beccalossi non si era mai allontanato da Milano né dall’area di San Siro, visibile persino dalla sua casa. Aveva avuto una breve parentesi politica con l’Udc, ma il suo impegno principale era rimasto il calcio, soprattutto con i giovani: nel 2018 era diventato capo delegazione delle giovanili della Federcalcio, contribuendo al successo dell’Under 19 agli Europei.