PESCARA – Dalla crescita dell’economia abruzzese alle sfide della competitività, dal mercato dei capitali alle politiche per il Mezzogiorno, dall’energia alla sicurezza internazionale. È stato un confronto a tutto campo quello della prima giornata della VI edizione dell’Abruzzo Economy Summit – Stati Generali dell’Economia, ospitata all’Aurum di Pescara.

Ad aprire i lavori il sindaco Carlo Masci, che ha ricordato come il Summit, nato sei anni fa proprio a Pescara, sia diventato un appuntamento di rilievo per il confronto tra istituzioni, imprese e sistema produttivo.
Al centro della mattinata la fotografia di un Abruzzo che presenta indicatori economici positivi, ma che deve affrontare anche le criticità legate alla demografia e allo spopolamento delle aree interne. L’assessore regionale Tiziana Magnacca ha indicato nella diversificazione produttiva uno dei principali punti di forza della regione: automotive, chimico-farmaceutico, aerospazio, moda e design rappresentano filiere capaci di contribuire alla tenuta del sistema economico. Tra le nuove sfide anche l’intelligenza artificiale, per la quale è stato proposto un “Patto per il lavoro, l’economia e la sostenibilità”.
Il direttore generale di Svimez, Luca Bianchi, ha evidenziato una crescita dell’Abruzzo vicina al 12% tra il 2021 e il 2025, superiore alla media italiana. Una dinamica positiva accompagnata però da un problema strutturale: ogni anno circa 1.200 giovani lasciano la regione. La sfida, secondo Bianchi, è quindi coniugare competitività e coesione, rafforzando servizi, infrastrutture e capacità attrattiva dei territori.
Dal sistema produttivo a quello finanziario. Barbara Lunghi, responsabile dei Mercati Primari Azionari di Borsa Italiana – Gruppo Euronext, ha sottolineato il ruolo del mercato dei capitali come strumento per sostenere investimenti, innovazione e crescita delle imprese.
Sul Mezzogiorno è intervenuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra, che ha illustrato il nuovo modello delle ZES e la programmazione pluriennale delle risorse, mentre la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna ha posto l’accento sul futuro del bilancio dell’Unione, sulla politica di coesione e sulla necessità di semplificare le procedure mantenendo un ruolo centrale per Regioni ed enti locali.
Particolarmente ampio il capitolo dedicato alla sicurezza economica e geopolitica. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha collegato gli scenari internazionali alle ricadute sull’economia, dall’energia alla sicurezza delle rotte commerciali. «Il traffico è ricchezza, vita, industria, lavoro per noi», ha sottolineato, richiamando la necessità di tutelare i traffici marittimi in un contesto internazionale sempre più complesso.
Nel pomeriggio il confronto si è concentrato su credito, investimenti e filiere strategiche. Mauro Masi, presidente di Banca del Fucino, ha richiamato l’importanza di stabilità, certezza delle regole e prospettiva finanziaria per favorire gli investimenti. Alla tavola rotonda hanno partecipato Lucia Albano, Francesco Macrì, Gianluca Ansalone e Antonio Amati, con un confronto su tecnologia, autonomia strategica, innovazione e trasformazione digitale.
La guerra in Ucraina è stata affrontata attraverso la testimonianza di Oleksandr Korniyenko, primo vicepresidente della Verkhovna Rada, che ha illustrato il funzionamento delle istituzioni democratiche ucraine durante il conflitto e il rapporto con l’Unione europea.
Al centro dei successivi panel energia e sicurezza degli approvvigionamenti, con Veronica Jorio, Riccardo Toto e Simone Nisi, e il futuro del nucleare, affrontato da Luca Squeri e Nicola Ippolito.
A chiudere la giornata il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, che ha rivendicato i risultati raggiunti dal sistema economico regionale, dall’occupazione alle esportazioni. «Il nostro destino non è per forza l’emigrazione», ha affermato, ricordando che gli occupati sono oggi circa 535 mila, quasi 50 mila in più rispetto al 2019, mentre il tasso di disoccupazione regionale è al 4,4%.
Marsilio ha indicato nelle infrastrutture, nella logistica e nel turismo ulteriori leve di sviluppo, richiamando gli interventi sulla Roma-Pescara, sull’interporto e sulle piattaforme logistiche, oltre alla crescita del peso del turismo nell’economia regionale.
La prima giornata dell’Abruzzo Economy Summit ha così restituito l’immagine di un territorio alle prese con una fase di trasformazione: una crescita sostenuta dalla diversificazione produttiva, ma chiamata a confrontarsi con demografia, innovazione tecnologica, transizione energetica e nuovi equilibri geopolitici. Un’agenda che lega sempre più strettamente sviluppo economico e sicurezza.




