Largo Sandro Pertini infiammato dalla musica de I ricchi e poveri. Per il Summer Fest di Sant’Antonio Abate 2026, una piazza gremita ha festeggiato in musica la serata del 25 luglio. Bambini sulle spalle, nonni sorridenti, ragazzi col cellulare alzato. E sul palco loro: i Ricchi e Poveri.
Sono uno di quei gruppi che fanno parte della nostra storia. Li abbiamo ascoltati a Sanremo, in radio d’estate, alla festa di paese. Fanno parte della colonna sonora d’Italia da 50 anni. Impossibile non conoscerli. Impossibile non canticchiarli.

E ieri sera, nel bel mezzo del loro tour mondiale, hanno scelto di fermarsi in Campania.
Un concerto gratis che sa di festa vera
Il merito è dell’amministrazione comunale, con in prima fila la sindaca Ilaria Abagnale. Cinque serate gratuite, iniziate con Gabbani e pensate per tutti: giovani, famiglie, chi ha voglia solo di stare insieme. Dentro al Summer Fest c’è anche un villaggio di street food, gremito di luci. Un modo per dire che la musica è di tutti.
A portare i Ricchi e Poveri a Sant’Antonio Abate è l’Azzurra Spettacolo, che ha messo insieme una serata che ha inteso parlare a più generazioni.
Sul palco: energia, cori e “Bravi!”
Con I ricchi e poveri appena partono le prime note la piazza esplode. Non è nostalgia. È presente.

Angelo e Angela salgono con la stessa voglia di 50 anni fa. Col sorriso stampato. Cantano, ballano, parlano col pubblico, si guardano e ridono. Contagiano con la loro energia che non si risparmia neppure per un secondo.
E poi le canzoni. Le conosciamo tutte:
Sarà perché ti amo, Mamma Maria, Che sarà, Se m’innamoro. Ma anche i brani più recenti come ‘Ma non tutta la vita’, che dimostrano quanto I ricchi e poveri non si siano fermati al passato. Il gruppo è un evergreen che continua a sorprendere e, diciamolo, non invecchia mai.
Il momento più bello? A metà concerto. Un coro di vocine partito dalla piazza: “Bravi! Bravi!”. Sono i bambini in prima fila. Urlano, battono le mani, conoscono i ritornelli a memoria. E Angela li ha guardati e ha sorriso: “Cantate con noi”. E la piazza l’ha fatto. All’unisono. Senza divisioni.

Proprio come sono loro, che sono l’emblema di un’Italia che vuole cantare insieme. Hanno collezionato 20 milioni di dischi venduti, 13 Sanremo, 2 vittorie. I numeri dicono una cosa. Ma stasera a Sant’Antonio Abate ne dicevano un’altra: che certe canzoni non passano, ti abbracciano e basta.
Finito lo spettacolo la gente non se ne andava. Restava lì a parlare, a mangiare, con le canzoni ancora in testa.

Grazie al Comune, grazie ad Azzurra Spettacolo, grazie a un duo che a 50 anni di carriera sale ancora sul palco come fosse la prima volta.
L’estate musicale di Sant’Antonio Abate è cominciata così. Con ottimismo, con ovazioni, e con un “Bravi” che è arrivato dritto al cuore.
I Ricchi e Poveri dipingono da sempre la nostra estate con i colori dell’acquerello: tenui, luminosi, che sfumano uno nell’altro e ti restano addosso.
Il loro è un suono che non urla. Accarezza.
È l’armonia di due voci che si inseguono, si abbracciano, si perdono e si ritrovano. È una melodia che sa di mare a luglio, di balconi con la radio accesa, di coretti in macchina col finestrino abbassato. Angelo e Angela non fanno musica “forte”. Fanno musica “vera”.




