C’è un paradosso che solo Sanremo riesce a tenere in piedi. Si organizza lo show televisivo più grande d’Italia dentro un teatro che, a vederlo dal vivo, sembra quasi un cinema di paese. Lo ha spiegato bene Stefano De Martino, che condurrà e firmerà artisticamente la prossima edizione del Festival, intervenendo al Festival dello Spettacolo di Tv Sorrisi e Canzoni a Milano.
Il suo primo impatto con l’Ariston, ha confessato, è stato quasi di stupore: entrando si è reso conto di quanto sia contenuto, raccolto.
Quei camerini stretti, quel palco che ha visto passare decenni di storia, quell’atmosfera irripetibile: è quello che rende Sanremo Sanremo. La magia non avviene nonostante le dimensioni ridotte, ma grazie a quelle dimensioni. E quest’anno dovrà fare i conti con una novità ancora più complessa: la serata pensata per le esibizioni sceniche. Perché oggi un brano non si ascolta soltanto, si osserva, si vive con lo sguardo, come dichiara il conduttore. E l’Ariston non è certo la platea sconfinata dell’Eurovision. De Martino lo sa e non lo nasconde: allestire un grande spettacolo visivo in uno spazio così angusto è un esercizio di equilibrio.
Eppure, sottolinea il conduttore, c’è una macchina organizzativa collaudata alle spalle, quella della Rai, che alla fine riesce sempre a far quadrare tutto. Forse è questa la vera lezione di Sanremo: non servono spazi infiniti per fare qualcosa di immenso. Basta un luogo piccolo, carico di memoria, e la capacità di trasformare un limite in identità.




