Avvocato Ligas lascia il recinto della pay-tv e arriva in chiaro su TV8. Dopo aver fatto il suo percorso su Sky, la serie con Luca Argentero si apre finalmente al pubblico generalista.
Una notizia che conta più di quanto sembri. Perché fino a ora, per vedere Ligas, serviva l’abbonamento. Da adesso, basta accendere la tv.
Il protagonista è un legale che non assomiglia a nessun altro avvocato visto in televisione. Non è il professionista impeccabile, non è l’eroe senza macchia. È un uomo che lavora d’istinto, che non ha paura di andare controcorrente, che mette in discussione il sistema anche quando questo gli si ritorce contro.
Argentero, in questo ruolo, cambia registro. Si allontana dai personaggi più lineari e costruisce un Ligas ruvido, ironico, a tratti provocatorio, ma sempre mosso da un’idea precisa di giustizia. Non quella dei codici, quella delle persone.
La serie, firmata Sky Original, si era già fatta notare per il ritmo e per il modo di raccontare il mondo forense: non solo aule e sentenze, ma anche vite private, errori, scelte difficili, compromessi. Un racconto che non edulcora la giustizia italiana, ma la mostra per quello che è: complessa, lenta, imperfetta.
Ora la sfida si sposta. Su TV8, Ligas dovrà conquistare chi non lo conosce, chi non lo ha seguito su Sky, chi magari lo scopre per la prima volta. E dovrà farlo in prima serata, in chiaro, dove il pubblico è più ampio e più esigente.
L’appuntamento è quindi doppio: da un lato il debutto in chiaro di una serie già apprezzata, dall’altro il prosieguo della serie attesa su Sky Original. Per chi ha già visto la prima serie, l’approdo su Tv8 è l’occasione per riguardarla con occhi diversi.




