Non siamo abituati a vederla così. Senza copione, senza personaggio da interpretare. Cristiana Capotondi si lancia in una nuova avventura e lo fa nel luogo più inatteso: lo Zecchino d’Oro.
L’attrice è la protagonista del nuovo videoclip “Io gomitolo, tu filo”, il brano scritto dallo psicoterapeuta Alberto Pellai con musica di Paolo Giovanni D’Errico, tratto dall’omonimo libro edito da De Agostini. A cantarlo sono i bambini del Piccolo Coro, con lei che dona volto e voce al progetto.
Niente red carpet, niente riflettori da cinema. Capotondi si siede per terra, canta, gioca, ascolta. Diventa parte di un coro. Ed è proprio questa la sua forza: togliersi l’aura da star per mettersi alla pari dei più piccoli.
La scelta non è casuale. Da anni l’attrice è impegnata su temi legati all’infanzia, all’educazione, alla fragilità. Qui trova la sua dimensione più autentica. “Io gomitolo, tu filo” non è solo una canzone per bambini, è una metafora potente della relazione: c’è chi avvolge e chi sostiene, chi protegge e chi si lascia tenere. Un filo che non stringe, ma che tiene insieme.
Vederla cantare con il Piccolo Coro è bello e commovente. Perché ci ricorda che la musica per l’infanzia non è musica minore. È educazione, è cura, è linguaggio emotivo, e servono volti noti e credibili per riportarla al centro.
In un tempo di ritornelli e balletti virali, Cristiana Capotondi sceglie di abbassare il volume e alzare il significato delle parole in un videoclip che è già online sul canale ufficiale del Piccolo Coro.




