Per proteggere le nostre libertà e per far valere le regole che tengono insieme gli Stati, l’Europa deve dotarsi di un proprio sistema di difesa davvero comune, oltre a rendere più solida l’Alleanza Atlantica.

È questo il cuore del messaggio lanciato da Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato descrive un pianeta diventato più intricato, meno leggibile, dove il diritto che dovrebbe ordinare i rapporti tra nazioni appare lacerato. Da qui l’urgenza richiamata dal Quirinale: “Uno sforzo europeo più concreto e più integrato” che punti a far dialogare davvero eserciti, mezzi e comandi dei Paesi membri. Una difesa dell’Unione capace di funzionare subito, non sulla carta, e che allo stesso tempo rafforzi la Nato, considerata pilastro insostituibile per la stabilità del continente.

Parole che Mattarella ha pronunciato per il 4 novembre, giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, davanti ai vertici militari e alle più alte cariche dello Stato riuniti al Colle. Una cerimonia segnata dal lutto.

“È una giornata triste” ha detto il Presidente ricordando di essere appena rientrato dalle esequie solenni dei quattro militari scomparsi in Bosnia. Una perdita che, ha sottolineato, mostra quanto sia alto il prezzo del servizio prestato ogni giorno da Forze Armate, Croce Rossa Militare e Guardia di Finanza.

Un servizio che gli italiani – ha osservato – riconoscono e stimano, sia nelle operazioni di stabilizzazione e aiuto alle popolazioni nelle aree di crisi, sia nel supporto agli alleati, sia nell’impiego a fianco delle forze di polizia sul territorio nazionale per la sicurezza, anche alla luce del recente decreto.

Ma lo sguardo resta rivolto fuori dai confini. Il mondo di oggi, ha avvertito Mattarella, è diverso da quello di pochi anni fa: più complicato, meno prevedibile. Proprio per questo, ha concluso, il lavoro dei militari non può mai separarsi dai principi della Costituzione. La Repubblica – ha ricordato – è orientata alla pace, rifiuta la guerra come mezzo di offesa contro altri popoli e si propone come argine a difesa del dialogo, della cooperazione, del rispetto delle norme e delle istituzioni internazionali.