Parla Lorenzo Mosconi
Lorenzo Mosconi conosce da sempre Andrea Kimi Antonelli, ma non il campione ma il ragazzo semplice che ama fare cose normali. Di questo e altro ne ha parlato a Corriere della Sera.
«Lo avevo già visto in giro per la scuola quando era in classe con una mia amica ma ci siamo conosciuti in terza superiore quando siamo finiti in classe insieme e sin dal primo giorno abbiamo iniziato a costruire un grande rapporto. Lui era già lanciato nel suo percorso, io nemmeno seguivo i motori perché ho sempre amato di più il calcio ma Kimi non ha mai fatto pesare a nessuno il suo status. Già dopo un mese ci ha invitati al Mugello per vedere la gara con cui ha vinto il campionato. È sempre stato ed è ancora un ragazzo umile, aperto e disponibile. Per tutti era solo un amico, non un pilota. Anche oggi per me è il “bro” con cui andare a prendere un gelato. Mi fa ancora strano vederlo vincere ma sono molto orgoglioso di lui».
Sugli interessi comuni ha detto: «Siamo andati qualche volta allo stadio ma soprattutto a vedere la Virtus, il basket è sempre stato il suo secondo sport preferito. Le Vu nere ormai sono diventate una tradizione e contiamo di tornare a palazzo durante la stagione. Poi abbiamo iniziato anche ad andare ai kart insieme con tutti gli altri amici. All’inizio ovviamente non c’era gusto a gareggiare con lui ma adesso siamo migliorati, almeno non ci doppia più. E c’è la passione per il bowling che ormai è diventata una nostra bella abitudine, abbiamo le nostre piste fortunate a Bologna e a San Marino».
Sull’amico Kimi, dice: «Una persona autentica, non indossa mai una maschera. Non cambia mai in base alla situazione. Ed è capace di tenere vivi i rapporti nonostante i tanti impegni. Anzi si dà da fare per rafforzarli. È ancora lo stesso burlone di quando ci siamo conosciuti. Come fa gli scherzi nel paddock che vedete sui social, li fa anche quando è con noi».
Infine spiega che forse, il segreto di Antonelli sia la testa: «Vuole vincere, sempre. Dalla partita di bowling al campionato di Formula 1. Quella testa è anche merito del papà che lo ha aiutato tanto a diventare quello che è oggi e di tutta la sua famiglia che lo sostiene da sempre».




