La prima intervista da campione
Kimi Antonelli nel weekend sai è laureato campione del Mondo di F1 facendo la storia azzurra e di questo sport. Così a Corriere della Sera ha raccontato le emozioni di questo traguardo.
«Ora comincio a capire. Quando ho riacceso il telefono, su WhatsApp non aggiornava nemmeno le chat per quanti messaggi ho ricevuto. Ma lo capirò meglio più avanti, in Brasile questo fine settimana, e poi quando rientrerò in Italia. Però mi sento finalmente libero».
Sul senso di libertà, scherza: «Non devo più fare gli scongiuri, toccarmi le parti basse. Mi fanno i complimenti e finalmente posso rispondere: “Grazie”. In Messico era stata un’agonia, non ne potevo più. Tutti a dirmi “bravo campione” quando non lo ero ancora diventato. E ogni volta mi inc…, rispondevo “Tiè”».
Sul valore del titolo dice: «Tantissimo. Soprattutto perché l’anno scorso non era stato facile, tanti dicevano che non ero pronto per la F1, tutte quelle cose lì. E quest’anno nessuno all’inizio del campionato avrebbe mai potuto prevedere una stagione così. Il Mondiale ha un significato importantissimo a livello personale, per la mia famiglia e per la squadra, per tutti i sacrifici che hanno fatto per me, la Mercedes mi ha preso a 12 anni. Senza di loro non sarei qui. Ovviamente deve essere un punto di partenza».
Antonelli comunque sì si gode il successoi ma pensa al futuro e alla prossima stagione: «Ho ancora tanto da imparare, la cosa bella è questa e mi dà fiducia per il futuro. Ogni anno però bisogna alzare l’asticella. In questa stagione all’inizio ho sempre avuto una macchina competitiva, adesso gli equilibri cambiano da pista a pista. Vanno forte Red Bull e Ferrari, siamo tutti vicini. Dobbiamo fare un altro step, potrei ritrovarmi a lottare contro Max e Lewis, e contro George (Russell, ndr) che sicuramente tornerà più forte. Bisognerà crescere ancora».




