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Napoli celebra la voce che ha tenuto insieme Pino Daniele e la tradizione, costruendo un ponte, tra artisti, espressioni musicali e nuova musica. Monica Sarnelli, cantante con oltre 100 brani all’attivo e innumerevoli tributi rivolti alla canzone e agli autori partenopei, compie 45 anni di carriera, festeggiandoli con il suo pubblico al Teatro Trianon Viviani.

Quella del 27 ottobre è stata la sua “Felicissima Festa”, organizzata nel cuore della città partenopea. Sul palco storie di amicizia, collaborazioni, omaggi, hanno ricostruito una carriera nata da bambina, proseguita con incontri professionali che hanno fatto la storia di Napoli, di cui Monica fa parte a pieno titolo nella sua unicità. Canta pop, soul, blues, classici, operando una ricerca sulle canzoni, rese dalla sua voce e da nuovi arrangiamenti, attuali per le nuove generazioni.

I 45 di carriera di Sarnelli, festeggiati prima con la Medaglia Città di Napoli consegnata dall’Assessora Teresa Armato nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, e poi con il concerto evento al Teatro Trianon Viviani, sono stati  una dichiarazione d’amore dell’artista alla sua terra natìa.

IL DISCORSO CHE HA APERTO LA SERATA

Monica è entrata in scena da sola, con la voce carica di emozione. Ed è qui che ha regalato il momento più bello, aperto a una lunga dichiarazione rivolta al pubblico: “Gli anni di attività sono tanti. Quarantacinque. Ma sembra ieri. Parliamo di qualcosa che ha una data precisa. L’anno era il 1981. Posso proprio dire quando tutto ebbe inizio. Questa serata è l’omaggio alla città di Napoli, alla sua musica. A quella piazza del Plebiscito che nell’ormai lontano 19 settembre 1981 riunì duecentomila persone per lo storico concerto di Pino Daniele. Mi vengono i brividi se ripenso a quel giorno. Avevo 15 anni e la mia casa discografica, la EMI – che era anche la casa di Battiato, di Mina, di Pino – mi diede un pass artista per il backstage. Ero emozionatissima. Potevo stare insieme a Pino Daniele, James Senese, Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo, Joe Amoruso, Tony Esposito. E vivere con loro l’entusiasmo di quel concerto in cui si percepiva che stava per accadere qualcosa di magico. Mi pareva un sogno, anzi… una festa. Una felicissima festa”.

Dietro di lei si è acceso il grande led rosso con la scritta MONICA SARNELLI – Felicissima FESTA. Poi la musica è stata regina, insieme a lei.

LA SCALETTA: UN VIAGGIO DI 45 ANNI

L’artista ha regalato un racconto intimo alla platea. Dalle sue canzoni simbolo come “Terra mia”, “Campagna”, “‘A canzuncella”, “Notte lenta”, “Assaje”, “Chesta Sera” ai grandi classici che ha custodito come “Malafemmena”, “Nun è peccato”, “‘O ssaje comme fa ‘o core”. Senza dimenticare gli omaggi rivolti ai maestri che hanno segnato la sua vita: Pino Daniele, Peppino di Capri, Franco Del Prete, Paolo Morelli, James Senese.

Ogni brano è diventato una finestra, legata a un momento di amicizia autentico. Il pregio della Sarnelli è sempre stato questo: entrare nelle canzoni, costruendo collaborazioni diventate amicizie con ogni artista, onorato della sua presenza, di essere stato scelto dalla sua voce. Infatti, la Sarnelli non ha voluto festeggiare da sola. Come ha sempre fatto in 45 anni, ha costruito un cerchio sonoro. Con lei sul palco sono salite Le Sirene Ensemble – Anna Rita Di Pace e Isabella Parmiciano al violino, Tiziana Traverso alla viola, Monia Massa al violoncello, Eunice Petito al pianoforte – e una band d’eccezione: Paolo Del Vecchio (chitarra acustica e mandolino), Diego Imparato (basso), Claudio Romano (batteria), Graziano Donadona (pianoforte), Carlo Fimiani (chitarra elettrica), Enzo Anastasio (sax), Erasmo Petringa (violoncello), Emidio Ausiello (percussioni).

E poi gli ospiti, gli amici veri: Cinzia Cordella, Francesco Viglietti, la figlia, Fuliggine, Carlo Famularo, Sergio Caruso, Marco Zurzolo e tanti altri. Insieme hanno regalato sorprese continue, fino all’ultimo bis, riservato alla sigla di ‘Un posto al sole’, che Monica canta nella soap di Rai3, da 30 anni.

‘Felicissima Festa’ non è stato solo lo spettacolo celebrativo della carriera dell’artista, ma un incontro con Napoli, con la sua anima e con i napoletani che la rappresentano. Al Trianon, grazie alla voce pulsante dei ritmi urbani della città, quel ponte di collegamento che Monica ha sempre rappresentato, costruito con attenzione e scelta, tra tradizione e continuità, lo abbiamo attraversato tutti. E per una sera ci siamo sentiti tutti Lazzare felici, proprio come il titolo dell’album della Sarnelli, datato 2004, che ha fatto storia, nella sua carriera e in quella partenopea, rendendola amata dal popolo che le riconosce nobile approccio alla musica e alle sue tradizioni, di cui la Sarnelli è testimone elegante, autentica e sincera.