Da poco è stata protagonista di Vogue World

Dopo essere stata una delle protagoniste di Vogue World: Milano, Alicia Keys arriva sulle pagine di Vogue Italia con un’intervista firmata da Corinne Corci, accompagnata dalle immagini di Szilveszter Makó.

Sul palco dell’evento milanese, che ha avuto luogo presso la Galleria Vittorio Emanuele II e che ha celebrato l’incontro tra moda, arte, musica e saper fare italiano, Alicia Keys ha interpretato I Feel Love di Donna Summer, indossando una creazione di Francesco Risso per Bureau of Imagination.

L’abito era composto di frammenti, materia e memoria, perfettamente in sintonia con il tema del tocco umano che ha attraversato l’edizione  milanese di Vogue World. Ed è proprio dall’incontro tra musica, moda e artigianalità che prende forma la conversazione con Vogue Italia: «Ho amato il legame con il concetto di artigianato. Penso a come nasce un tessuto, alla pittura sull’abito o alla maestria del balletto classico di Roberto Bolle. Tutto celebrava le mani».

Nel rapporto con l’Italia, Keys riconosce qualcosa che sfugge alla razionalità: «Sento un legame con l’Italia che va oltre la razionalità, è una connessione genetica, spirituale. È un Paese meraviglioso, ma ciò che lo rende unico sono le persone che lo abitano. È come se la vostra anima fosse spalancata; e la lingua, poi, suona come una canzone».

Un legame che affonda anche nelle sue radici familiari: il primo cognome di Alicia Keys è infatti Augello e le sue origini italiane affondano in Sicilia. Ma è soprattutto nell’umanità, più che nella geografia, che l’artista individua il senso più profondo del suo rapporto con il Bel Paese, ricordando un episodio: «Io non parlo italiano e lei non sapeva l’inglese, ma guardandola vedevo mia zia, vedevo mia madre. Ho capito cosa voleva comunicarmi dal modo in cui si prendeva cura di me. L’Italia è umanità».

L’intervista ripercorre anche la storia di un talento precocissimo e il rapporto con la città che più di ogni altra ne ha definito l’identità: New York. Alicia Keys cresce negli anni Ottanta a Hell’s Kitchen, in un monolocale insieme alla madre Terria Joseph, e fin da bambina studia pianoforte classico. Nel 2001, a soli vent’anni, pubblica Songs in A Minor, l’album che la consacra e inaugura una carriera da 90 milioni di dischi venduti e 17 Grammy Awards.
Di quegli anni conserva un’immagine precisa, quasi cinematografica: «È il fotogramma  perfetto della mia vita. Luci enormi e brillanti, persone di ogni cultura che corrono ovunque, il grigio del cemento delle strade e, al centro di tutto, un pianoforte. Era un quartiere buio, un po’ pericoloso e sporco, ma pieno di speranza e di promesse. Io sono stata una di quelle ragazze che correva e che adesso è arrivata da qualche parte».

Oggi, accanto alla musica e alla sua carriera internazionale, un posto centrale nella vita dell’artista è occupato dal marito Swizz Beatz, produttore e beatmaker tra le figure più influenti della storia dell’hip-hop, che conosce dai tempi del liceo. Un incontro che lui ricorda così: «Era molto più “tosta” di me, me la ricordo come se ce l’avessi davanti agli occhi adesso. Indossava una maglia enormemente oversize, pantaloni larghi, un cappello invernale calato in testa. Le ho chiesto il numero di telefono e lei non me l’ha dato. Oggi siamo sposati da 16 anni e abbiamo due figli meravigliosi. La nostra è una storia da film».

In esclusiva per Vogue Italia, Alicia Keys e Swizz Beatz svelano Lovers Rose, il titolo della loro prima collaborazione musicale.

Pensato come un’installazione sonora, questo progetto intimo e sorprendente intreccia la passione che i due condividono per la soul music, il Chicano soul e la car culture.

In uscita all’inizio del 2027, Lovers Rose inaugura un nuovo capitolo.

«Lavorare con mia moglie, di cui sono ancora un grandissimo fan, è meraviglioso. Poter stare nella stessa stanza con lei, scrivere insieme, scambiarci idee e offrire al pubblico qualcosa che non si aspetterebbe da noi due è incredibile».

Dal canto suo, Keys descrive il progetto come uno spazio che supera ogni aspettativa: «Non è il classico sound newyorkese. Si respira un senso di pace, di calore, un’atmosfera che ti permette di rilassarti e prendere le distanze dal caos di un mondo che ci spaventa».

Oltre la fama, i palchi e i progetti internazionali, resta una definizione semplice e universale della felicità: «Tutti desideriamo sicurezza, rispetto, la possibilità di inseguire i nostri sogni. Tutti vogliamo l’amore».

Per Alicia Keys, l’amore ha anche un luogo preciso. È la casa sulla costa californiana che lei e Swizz Beatz hanno chiamato “Dreamland”, ma soprattutto sono le persone capaci di farla sentire al sicuro: «Ma ho altri due posti sicuri nel mondo», conclude. «Il primo è Swizz. Con lui posso essere totalmente chi sono, senza paure. Il secondo è la camera dei miei figli».