Ad Austin non si parla d’altro. La scena è tutta per Kimi Antonelli.
Il giovane della Mercedes ha piazzato la pole e stasera, quando in Italia sarà notte fonda, ha l’occasione più grande della sua carriera: trasformare una gara in una vittoria a cui ambisce.
Non è stato un lampo. Per tre giorni in Texas è rimasto lì, davanti, senza mai scomparire dai piani alti della classifica. Poi al momento decisivo ha tirato fuori il giro che gli altri non avevano. Risultato: partirà davanti a Verstappen, davanti alle Ferrari di Leclerc e Hamilton, davanti al compagno Russell.
Tutti si aspettano una gara di nervi, con Max pronto ad attaccarlo subito e le Rosse a guardare da vicino. Ma Kimi sembra impermeabile a tutto questo.
Dopo le qualifiche è stato chiarissimo: zero ragionamenti sul campionato, zero strategie di attesa. “Ho fatto la pole, ora voglio la vittoria. So che Max è velocissimo, dovrò fare una grande partenza”.
È questo atteggiamento che sta facendo la differenza. Mentre all’esterno si discute di punti, di distacchi, di quando potrebbe arrivare l’aritmetica del Mondiale tra Austin e Città del Messico, lui pensa a una cosa sola: spegnere i semafori davanti a tutti e restarci fino alla bandiera a scacchi.
Se ci riuscisse stanotte, non sarebbe semplicemente un altro successo. Sarebbe la certificazione definitiva: Kimi Antonelli non è più il talento del domani. È il presente della Formula 1.
Foto Ig @kimi.antonelli




