Geolier torna con un nuovo progetto discografico. Scrive il suo Atto II, per rimanere fedele alle proprie origini mentre si cresce. Una delle prove più complesse per chi, in pochissimo tempo, è passato dai vicoli ai palazzetti, trasformando la sua musica in un caso nazionale.
Per Geolier questa ricerca di equilibrio è ormai diventata il cuore del suo percorso artistico. Non a caso ritorna con forza in Tutto è possibile – Atto II, il nuovo progetto discografico in uscita il 16 ottobre, seconda parte dell’album pubblicato a inizio anno, certificato quattro volte Platino e ancora stabile ai vertici delle classifiche dei dischi più venduti in Italia.
Nove tracce, tra cui i featuring con Achille Lauro, Lazza e Shiva, che riprendono e allargano il racconto del capitolo precedente: un’identità che continua a muoversi tra i quartieri di Napoli, il dialetto e le aspirazioni di un artista ormai centrale nella scena rap italiana, chiamato a fare i conti anche con l’uomo fuori dal palco. Un racconto sospeso tra celebrazione e disincanto, che mette a nudo le contraddizioni di chi ha raggiunto il successo senza cancellare il proprio passato, che non rinuncia alla propria lingua per farsi capire da tutti, riuscendo a esportare il suo mondo oltre i confini di partenza senza snaturarlo.
Geolier, che nella sua carriera ha già collezionato 103 dischi di platino e 50 dischi d’oro, racconta cosa accade quando i sogni si avverano e tutto accelera: le amicizie che resistono, quelle che si perdono, le responsabilità che crescono e le contraddizioni di un universo dove ogni obiettivo raggiunto apre nuove sfide. E tutti i dubbi che ne derivano.
Il disco si apre con Per Emanuele – il suo nome di battesimo, l’artista di Secondigliano – brano intimo e centrale, nucleo emotivo dell’intero progetto, che nasce essenziale, solo piano, voce e autotune. Un pezzo quasi parlato, diretto, una lettera al ragazzino che ha visto i suoi desideri realizzarsi ma che oggi deve gestire fama, denaro e aspettative. È forse il brano più introspettivo del suo percorso, dove fa i conti con delusioni, tradimenti, rivincite, conflitti e il peso delle attese. Con un mondo all’apparenza fatto solo di luci e successo, in cui fatica a ritrovarsi. Perché la paura più grande resta quella di guardarsi allo specchio e non riconoscersi più.
Ma Tutto è possibile – Atto II contiene molte altre sfumature. C’è l’autorevolezza di Leggenda, l’orgoglio di Winner, dove rivendica il valore della sua community e di chi lo ha sostenuto fin dal primo giorno.
Con Lazza, in Non sei più tu, affronta l’allontanamento che può nascere dentro una storia d’amore; con Achille Lauro, in Per Noi, mette al centro il bisogno di due persone di ritrovarsi; con Shiva, in Emanuele e Andrea, aggiunge un nuovo capitolo a un sodalizio artistico e umano ormai solido. Tre collaborazioni che aprono a strade inedite anche sul piano musicale, senza però allontanarlo dal suo immaginario.
Ci sono poi Rione di domenica, dove si confronta con la memoria e i ricordi, e Autorità, che offre uno sguardo crudo sulle logiche di potere, lealtà e appartenenza.
A chiudere il progetto c’è Aspettando il miracolo, un brano che parla di fede, gratitudine e del legame con Napoli, che non è solo città natale: è una presenza costante, una ferita aperta e una bussola di valori con cui misurare ogni trasformazione. Con una scrittura sempre in bilico tra ironia e provocazione, con quella forza e quella spontaneità che caratterizzano la sua musica fin dagli esordi, per portarla sempre un passo avanti.




