Giorgia Meloni aperta al taglio dell’imposta sul reddito per il ceto medio.
“Sono senza dubbio più che favorevole ad allargare il 33% di Irpef” oltre il limite attuale di 50 mila euro, ha affermato la premier alla Camera, rilanciando uno dei dossier più caldi della prossima Manovra. L’idea era già circolata tra i ministri subito dopo l’ultima legge di Bilancio, con l’obiettivo di arrivare a 60 mila euro di reddito, ma negli ultimi giorni era stata accantonata per destinare i 2,7 miliardi annui necessari ad altre priorità. Ora per 3,3 milioni di contribuenti si riapre una speranza.
Decisivo sarà il nodo risorse, come ha ammesso la stessa presidente del Consiglio. “Dipenderà molto dalle risorse disponibili”, ha sottolineato, ricordando i due dossier aperti con Bruxelles. Ma anche a Confesercenti ribadisce: “Continueremo a tagliare le tasse”.
Un quadro più chiaro arriverà con il Documento programmatico di bilancio, approvato dal Consiglio dei ministri e atteso a Bruxelles entro oggi. Il testo includerà le stime macro e le prime “anticipazioni” sulla Manovra.
Intanto ieri il Parlamento ha dato il via libera allo scostamento da 28,8 miliardi al 2028. Manca però ancora il via libera definitivo del Consiglio Ue, atteso all’Eurogruppo del 9 novembre. Per questo la deadline del 20 ottobre per il deposito del disegno di legge di Bilancio, che non è vincolante, verrà con ogni probabilità sforata, senza che questo significhi necessariamente uno slittamento a novembre.
Nei prossimi giorni Meloni volerà a Bruxelles per il Consiglio europeo.
Sul fronte interno resta caldo il tema del mancato adeguamento all’inflazione di scaglioni Irpef, detrazioni e no tax area. Il cosiddetto fiscal drag infatti fa sì che, con redditi erosi dall’inflazione ma aliquote ferme, il prelievo fiscale aumenti di fatto. Così un adeguamento salariale all’inflazione rischia di tradursi in più imposte da pagare.
Un nodo sollevato da tempo dalla Cgil: “Il drenaggio fiscale va restituito a lavoratori e pensionati”, denuncia il sindacato, che quantifica in 30 miliardi l’extra gettito pagato tra il 2022 e il 2025.




