Wilma De Angelis se n’è andata ieri, a 96 anni, ma la sua carriera è stata talmente lunga che ha inventato, di fatto, due mestieri diversi. La musica è stata la sua grande passione. Soprattutto il jazz. Tutto comincia a Milano, l’8 aprile 1930. Studia canto lirico con i maestri Cosimo Di Ceglie e Rusconi, ma la sua strada è il locale notturno. Canta nei night di Milano, nelle balere del nord.
Nel 1952 arriva il primo contratto discografico con la Vis Radio. Con Maria Dattoli forma il Duo Vocale Vis, due voci che ricordano le Andrew Sisters. Nel 1956 la svolta: vince il concorso di Boario Terme e diventa la “Reginetta del jazz italiano”. È un titolo che allora valeva come un Sanremo.
E Sanremo arriva davvero nel 1959. Per lei è un’occupazione del palco. Ci partecipa per 5 anni di fila, 9 volte in totale, un record per l’epoca:
• 1959: “Nessuno” con Betty Curtis e “Per tutta la vita” con Jula de Palma
• 1960: “Quando vien la sera” con Joe Sentieri – arriva 3a, il suo miglior risultato
• 1961: “Patatina” con Gianni Meccia – eliminata in finale, ma diventa il tormentone dell’anno. Da quel giorno tutti la chiameranno Miss Patatina.
• 1962: “I colori della felicità” e “Casetta in Canadà” con Carla Boni e Jo Sentieri
• 1963: “Non costa niente” con Johnny Dorelli
Canta anche al Burlamacco di Viareggio, al Festival di Zurigo, incide decine di 45 giri: “Tua”, “Cerasella”, “Prima di dormir bambina”, “Splende l’arcobaleno”.
Negli anni ’60 è una delle voci più presenti in radio, in televisione, nei juke-box.
E poi, quando molti avrebbero mollato, lei continua. Torna a Sanremo nel 1994, 1995, 1996 come ospite. Nel 2005 è al reality Music Farm. Nel gennaio 2024, a 93 anni compiuti, sale ancora sul palco di Domenica in e canta live, senza playback, con l’orchestra di Pinuccio Pirazzoli, “Nessuno” e “Patatina”. Voce ferma. È l’ultima volta che la sentiamo cantare così.
Ad un certo punto arriva anche la tv e lo fa in modo originale, portando la cucina e tante ricette sul piccolo schermo.
La seconda vita di Wilma nasce da un’amicizia: quella con Paolo Limiti. Siamo nel 1978. Limiti è direttore artistico di Telemontecarlo. Cerca qualcuno di popolare, solare, che non sia una cuoca ma una di famiglia. Pensa a lei.
Nel 1979 nasce “Telemenù”. È il primo programma di cucina quotidiano della TV italiana. Non esiste ancora la parola “food”. Wilma cucina in diretta, sbaglia, ride, assaggia con le dita, chiacchiera con le signore da casa.
Il programma dura 18 anni e cambia nome: diventa “Sale, pepe e fantasia” e poi “A pranzo con Wilma”. Tutti i giorni a mezzogiorno.
In un’epoca in cui in TV le donne dovevano essere perfette e ingessate, lei era l’opposto: spontanea, casalinga, con le ricette scritte a mano, con l’accento milanese.
Scrive anche libri di ricette che vendono centinaia di migliaia di copie, gira l’Italia per fiere e sagre, diventa il volto più familiare del daytime.
Dopo Telemontecarlo arriva su Rai e Mediaset, sempre come opinionista, ospite, memoria storica. Mara Venier la invita a Domenica in e la celebra come icona.
In pratica, Wilma De Angelis ha fatto per 40 anni due mestieri insieme: prima ha dominato la musica leggera, poi ha inventato il genere più seguito della TV moderna. E lo ha fatto sempre con la stessa frase: “Mettici l’amore, che viene meglio”. È quella che ci mancherà.




