Dal Campidoglio l’annuncio di “Che notte è questa!”: Piazza di Siena, 44 anni dopo Alé-oò. E il gran finale ai Fori Imperiali nel 2027.

 

C’è un momento, in ogni carriera lunga, in cui il tempo smette di essere una linea e diventa un cerchio. Per Claudio Baglioni quel momento ha un indirizzo preciso: Piazza di Siena, Villa Borghese, Roma. Ieri pomeriggio, nell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio, l’artista ha presentato il ritorno nello stesso luogo dello storico concerto del 1982, quarantaquattro anni dopo, con il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore ai Grandi Eventi Alessandro Onorato.

 

Il progetto, annunciato a sorpresa due mesi fa, è cresciuto strada facendo. Le serate animeranno l’anello di Piazza di Siena il 24, 25, 27, 28, 30, 31 ottobre e il 1° novembre 2026. All’inizio la data era una sola. Il primo concerto andò esaurito in tre minuti e ne fu aggiunto un secondo, con circa centomila richieste per un solo posto. Da lì la serie si è allungata fino a sette appuntamenti.

 

Sul palco ci saranno venti musicisti e quaranta canzoni, arrangiate e illustrate per lo show, che raccontano quasi sessant’anni di carriera.

 

 

La risposta è in gran parte nella geografia dei ricordi. Il 24 ottobre 1982 proprio a Piazza di Siena si tenne Alé-oò, il primo raduno italiano della musica dal vivo. Quella piazza ha poi ospitato un altro concerto nel 2009. Tornarci oggi significa, nelle parole della cronaca, chiudere un cerchio, un filo rosso tra passato e presente.

 

Roma è anche la sua città. Già a Lampedusa, nel concerto dell’estate scorsa, Baglioni aveva spiegato che l’isola e la capitale sono casa e quindi i luoghi che lo emozionano di più. Per questo, se si riparte da Roma, a Roma si chiude: il viaggio si concluderà il 23 ottobre 2027 con “Che notte è questa! Il ritorno”, un grande evento ai Fori Imperiali. Anche quella è una piazza già sua: l’aveva già calcata nel 1996 e nel 2010.

 

 

C’è poi la ragione più intima, che Baglioni ha raccontato senza giri di parole. Lo stop per una polmonite interstiziale gli ha fatto temere che la carriera finisse lì, e non per sua scelta. Era frustrato: voleva decidere lui quando chiudere il giro, non lasciarlo alla sorte. Per questo, ha spiegato, il ritorno ha per lui un valore speciale. Il GrandTour “La Vita è Adesso”, che sarebbe dovuto partire quest’estate, tornerà nell’estate 2027.

 

Ha raccontato anche un sogno fatto durante la convalescenza: doveva suonare da qualche parte a Roma, ma nessuno lo riconosceva e nessuno sapeva dirgli esattamente dove dovesse suonare, è stato in quel momento che ha capito che doveva davvero farlo a Roma, a Villa borghese.

 

A 75 anni, Baglioni sceglie la parola gioco. “Giocare, in molte lingue, significa anche suonare”, ha detto, rivendicando di aver giocato per quasi tutta la vita. Ma è un gioco che prende sul serio: un patto con chi paga il biglietto e dedica il proprio tempo. Servono energia, qualcosa da raccontare ancora, cose che il pubblico non sa fare. Il concerto non sarà una copia di quello del 1982, perché nel frattempo il repertorio si è allargato.

 

E la notte? Lui l’ha già definita: sicuramente non una delle tante.