Matteo Renzi chiude la Leopolda, convention del suo movimento, con un invito aperto ai moderati e all’area riformista di Forza Italia: “Unitevi a noi”. Non dimentica il rilancio verso Giuseppe Conte, sottoponendogli tre condizioni chiare per rendere solida la coalizione progressista.

Nel lungo discorso lancia un allarme sul destino dell’Italia e insiste sulla necessità di un fronte progressista compatto: la sfida, dice, “è mandare a casa Giorgia Meloni e l’unica speranza del centrodestra è che il centrosinistra si spacchi. Noi dobbiamo impedirlo”.

Tre sono i paletti che l’ex premier vuole porre al leader del M5S: “mai più Salvini agli Interni, mai più Giorgetti nel governo, e mai schierati con Donald Trump”. Poi, con toni più distensivi, aggiunge: “Le valutazioni di Conte sono comprensibili e voglio tendere un ramoscello d’ulivo. Serve un programma alla tedesca: quello è la vera garanzia”.

Ribadisce però, che in caso di primarie, presenteranno un nome da sostenere. Dal palco fiorentino Renzi ricorda che Giorgia Meloni ha prevalso perché il centrosinistra si è presentato diviso in tre. Da qui l’invito a testare uniti per vincere. “Io mi impegno affinché al bivio la Meloni imbocchi la strada di casa. In questo momento non mi interessa chi sarà presidente del Consiglio o ministro”.

Poi il messaggio diretto al centro: “Mi rivolgo a tutti i centristi: il mio appello più forte va ai riformatori, soprattutto di Forza Italia: uscite da quel partito e unitevi a noi, non potete rimanere con chi rinnega l’Europa. Le porte sono aperte e sono convinto che a breve arriveranno dei segnali”. Renzi crede in un’Italia Viva presente nella prossima legislatura, con impatto decisivo  per l’elezione del Quirinale e per il prossimo semestre di presidenza italiana in Europa.

Il richiamo all’unità del centrosinistra, arriva anche dal presidente del Partito Democratico, Stefano Bonaccini, intervenuto alla Leopolda poco prima delle conclusioni di Renzi. “Dobbiamo vincere per evitare il rischio di ritrovarci Meloni al Quirinale e Vannacci a Palazzo Chigi. Ora sarebbe opportuno smettere di discutere di primarie per qualche settimana, è il momento dei contenuti”. Sia Renzi che Bonaccini convengono sull’urgenza programmatica, determinante per avere un eventuale consenso da parte degli italiani, al fine di arrivare al governo contrastando Giorgia Meloni con argomenti validi.