C’è un italiano che ieri a Roma ha fatto inchinare la Francia. E non è un politico, non è un calciatore. È un ballerino. Roberto Bolle.
Nel salone d’onore di Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata transalpina, l’Étoile più famosa al mondo è stato nominato Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres. In italiano: Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere. Uno dei riconoscimenti culturali più prestigiosi che Parigi assegna.
Bolle lo ha raccontato su Instagram, con parole cariche di gratitudine: “Profondamente onorato e veramente grato”.
Non è una frase di circostanza. Per lui la Francia non è un Paese qualsiasi. È una seconda casa artistica. È il palcoscenico dell’Opéra di Parigi, dove ha danzato decine di volte, sia alla moderna Bastille che allo storico Palais Garnier. Due templi sacri dove si entra solo se sei il top del top.
“La Francia ha sempre avuto un posto speciale nel mio percorso. Sono esperienze che hanno lasciato un segno indelebile sulla mia vita”, ha dichiarato.
Ecco perché questo titolo, per lui, vale doppio. Non è solo una medaglia. È il suggello di un legame ventennale con la cultura francese.
Nel post di ringraziamento, Bolle ha voluto citare l’Ambasciatore e il Ministro della Cultura francese, e ha chiuso con la frase che meglio lo descrive: “Lo ricevo con orgoglio ed emozione, con il desiderio ancora più forte di condividere la bellezza della danza con più persone possibili”.
Ed è qui la grandezza di Bolle. A 50 anni, quando altri ballerini sono già in pensione da un pezzo, lui non parla di sé. Parla di condivisione. Di portare la danza fuori dall’élite, dentro le case degli italiani, in prima serata su Rai 1, nelle piazze, sui social.
Il ragazzo di Casale Monferrato che alla danza ha affidato tutto se stesso, viene celebrato a Palazzo Farnese come ambasciatore della bellezza che tiene alta la bandiera italiana nel mondo con un plié, un salto, un gesto.




