Ci voleva coraggio. Ed Elena Sofia Ricci lo ha avuto. Durante la presentazione alla stampa della nuova stagione di Teresa Battaglia, la sua fiction di punta su Rai 1, l’attrice ha ribadito ad alta voce quello che i telespettatori pensano sulla programmazione tv: la prima serata per le fiction è stata di fatto cancellata. “Ormai è una seconda serata a tutti gli effetti e non è giusto per l’impegno di ciascuno di noi messo nei progetti e per i telespettatori”.
Un tempo, ricorda la Ricci, le storie iniziavano subito dopo il Tg. Alle 21.25, 21.30 eri già dentro la trama. Oggi? Oggi devi aspettare le dieci di sera, a volte le dieci e un quarto. Un orario in cui chi si alza presto per andare al lavoro fa già fatica a tenere gli occhi aperti, e i più giovani dovrebbero essere a letto da un pezzo.
Il tiro alla fune tra i quiz show sulle reti principali fagocita tutto. Nell’access prime time i format di gioco monopolizzano la tv in nome degli ascolti.
Il prezzo, però, lo paga la prima serata vera. Quella delle fiction costate milioni, girate per mesi da centinaia di professionisti. Vengono fatte slittare sempre più tardi, fino a perdere un pezzo di pubblico per strada.
Non è una polemica qualsiasi. È uno sfogo che la Ricci porta avanti da tempo. Le logiche di mercato dominano fino ad innescare un circolo vizioso.
Il problema, però, rimane intatto. E non è più rinviabile. Non si può pretendere che una famiglia segua una fiction fino a mezzanotte passata. Non si può chiedere fedeltà a un pubblico che viene costretto ad addormentarsi sul divano.
Elena Sofia Ricci lo ha detto con classe, ma senza sconti, interpretando il pensiero collettivo.




