La mini guida per vivere il weekend del 2, 3 e 4 ottobre tra mostre di moda, caffè creativi, indirizzi gastronomici, spettacoli e notti che continuano fino all’alba, nel pieno della Fashion Week

La Fashion Week parigina non si esaurisce mai davanti a una passerella. Tra un défilé e l’altro, dal 2 al 4 ottobre la città cambia ritmo e diventa un enorme palcoscenico fatto di mostre, ristoranti pieni di editor, caffè dove incontrare creativi, inaugurazioni, concerti e feste che spesso iniziano quando le ultime modelle hanno già lasciato il backstage. La settimana dedicata alla primavera estate 2027 prosegue fino al 6 ottobre, ma il primo weekend del mese concentra una quantità particolarmente interessante di appuntamenti, anche per chi non possiede un invito alle sfilate.

Il punto di partenza può essere il Vogue Café, che dal 1° al 4 ottobre occupa due piani al 242 di rue de Rivoli, davanti ai Jardin des Tuileries. È uno dei luoghi più semplici per entrare nell’atmosfera della settimana senza dover necessariamente assistere a un défilé. Qui il ritmo è quello delle pause tra un appuntamento e l’altro, con caffè e matcha, incontri, conversazioni sulla moda e una selezione di libri, in un ambiente pensato proprio come punto di passaggio per la comunità creativa. Il consiglio è andarci al mattino, quando Parigi comincia ad accelerare e il quartiere intorno alle Tuileries si riempie di fashion editor, stylist, fotografi e addetti ai lavori.

Per chi preferisce iniziare la giornata con un indirizzo più locale, il Marais rimane una delle zone da attraversare senza fretta. Tra boutique indipendenti, gallerie e nuovi coffee shop, il quartiere conserva quella combinazione di moda e vita quotidiana che rende Parigi particolarmente interessante durante la Fashion Week. Una pausa da Café Nuances può diventare parte dell’itinerario, soprattutto per chi cerca un buon espresso, un matcha o qualcosa di dolce prima di continuare a camminare verso le Archives e rue de Turenne.

Il weekend offre anche un motivo speciale per entrare nei musei. Al Musée des Arts Décoratifs debutta il 2 ottobre la mostra dedicata a Rafael Pavarotti, fotografo brasiliano che negli ultimi anni ha costruito un linguaggio visivo fortemente riconoscibile nel mondo della moda. Il percorso riunisce oltre 130 immagini e attraversa campagne, ritratti ed editoriali, con una particolare attenzione al colore, alla teatralità e alla rappresentazione del corpo. È una mostra perfetta per chi vuole vedere la moda da un punto di vista diverso, non attraverso il vestito in passerella ma attraverso lo sguardo di chi lo trasforma in immagine.

Nello stesso museo è appena iniziata anche Look, 40 anni di moda al museo, una selezione di quaranta silhouette che attraversa decenni di storia del costume e mette insieme nomi come Dior, Yves Saint Laurent, Jean Paul Gaultier e John Galliano. Il percorso permette di fare un viaggio nella storia della moda francese senza allontanarsi dal centro e, soprattutto, di capire quanto il rapporto tra abito, archivio e cultura sia diventato fondamentale per le maison contemporanee.

Un’altra tappa quasi obbligatoria è la Maison Européenne de la Photographie, dove è in corso Penn & Fashion, dedicata a Irving Penn. La mostra segue la lunga carriera del fotografo attraverso alcune delle sue immagini più importanti legate alla moda, dalle fotografie degli anni Cinquanta fino ai lavori successivi, con Dior, Balenciaga, Yves Saint Laurent e altri protagonisti della storia del costume. È uno di quegli appuntamenti che funzionano particolarmente bene durante la Fashion Week perché permette di mettere in prospettiva tutto ciò che accade fuori, tra immagini contemporanee, street style e nuove collezioni.

Per chi vuole continuare il percorso fashion, il Palais Galliera resta una delle destinazioni più naturali della città, con la mostra Tisser, broder, sublimer dedicata ai mestieri d’arte della moda. È un’occasione per spostare l’attenzione dal clamore delle maison al lavoro manuale, alle tecniche, ai ricami e alla costruzione dell’abito, ricordando che dietro l’immagine finale esiste una quantità enorme di savoir faire.

A tavola, il weekend permette invece di alternare indirizzi più informali e ristoranti da appuntamento. Nel Marais si può provare Fat Belly, nuova insegna dedicata a una cucina asiatica costruita intorno a carni arrosto, noodles fatti in casa e dessert generosi, una scelta interessante per un pranzo veloce ma non banale. Per una cena più sofisticata, Akatcha, nel nono arrondissement, porta una cucina francese contaminata dalla sensibilità giapponese dello chef Naohisa Hiwatashi, accompagnata da una carta dei vini particolarmente ampia. È il tipo di indirizzo che si presta bene a una cena dopo le sfilate, quando il ritmo cambia e il fashion crowd si sposta dai backstage ai tavoli.

La parte gastronomica della Fashion Week, però, non è fatta soltanto di ristoranti. Parigi in questi giorni vive anche di coffee break, degustazioni, aperitivi e incontri improvvisati. Il bello è costruire una giornata senza cercare necessariamente un unico luogo iconico, ma spostandosi tra un caffè del Marais, una mostra, un cocktail e una cena, lasciando spazio agli incontri casuali che durante la settimana della moda sono spesso parte integrante dell’esperienza.

Per gli spettacoli, il calendario culturale del weekend è altrettanto ricco. La Fête de la Science comincia il 2 ottobre e porta in diversi luoghi della città laboratori, incontri, esperimenti e appuntamenti aperti al pubblico, mentre il 3 ottobre torna anche la Marche des Fiertés, con il corteo e gli eventi collegati che animano le strade di Parigi. Nello stesso fine settimana il Club Belleville Festival propone musica, street food e momenti di spettacolo, aggiungendo una dimensione più popolare e urbana a una città che nei giorni della moda tende spesso a chiudersi nei suoi circuiti più esclusivi.

E poi c’è la notte. Per chi arriva a Parigi durante la Fashion Week anche soltanto per il lato nightlife, il venerdì e soprattutto il sabato sono le serate da tenere d’occhio. Il programma dei club si moltiplica tra DJ set, party e appuntamenti speciali, con il pubblico della moda che si sposta dai ristoranti ai dancefloor spesso molto tardi. In questo contesto, uno degli appuntamenti più curiosi è quello di Atarashi, che ha organizzato un after party della Fashion Week al Silencio nella notte tra sabato e domenica, con un orario decisamente fuori dagli schemi, dalle sei del mattino fino a mezzogiorno. È il tipo di festa che racconta bene la Parigi della moda, dove la giornata successiva può cominciare esattamente nel momento in cui per tutti gli altri dovrebbe finire quella precedente.

Il modo migliore per vivere questo weekend, quindi, è non provare a inseguire tutto. Venerdì può essere dedicato alle sfilate e alle mostre, con una cena nel Marais e una serata nei club. Sabato è il giorno ideale per alternare moda, cultura e città, passando dalla MEP al Palais Galliera, fermandosi per un aperitivo e lasciandosi poi trascinare dalla nightlife. Domenica, quando il ritmo delle passerelle comincia lentamente a cambiare, può diventare invece la giornata delle mostre, del pranzo lungo e di una passeggiata senza programma preciso, prima di decidere se chiudere il weekend con un ultimo spettacolo o con una notte che, a Parigi, può tranquillamente arrivare fino a lunedì mattina.