C’è qualcosa di irresistibilmente romantico nella storia di The Love Hypothesis. Non soltanto perché al centro c’è una relazione nata quasi per gioco e destinata, naturalmente, a complicarsi. Ma perché anche il film, prima ancora di arrivare sullo schermo, ha vissuto una storia d’amore tutta sua: quella tra una fanfiction pubblicata online e il grande pubblico.
Arrivata su Prime Video il 23 settembre, la commedia romantica con Lili Reinhart e Tom Bateman ha raggiunto il primo posto nella classifica dei film più visti della piattaforma in 49 Paesi già il giorno successivo, secondo i dati FlixPatrol. Un debutto internazionale che ha riportato sotto i riflettori anche l’incredibile origine del romanzo da cui il film è tratto.
Per capire il fenomeno bisogna fare un passo indietro. Molto indietro, almeno per gli standard dell’industria cinematografica.
The Love Hypothesis nasce infatti da Head Over Feet, una fanfiction che Ali Hazelwood pubblicò online nel 2018 su Archive of Our Own. I protagonisti, all’epoca, non erano Olive Smith e Adam Carlsen, ma Rey e Kylo Ren, i personaggi di Star Wars al centro di una delle coppie più discusse tra i fan della saga.
La storia conservava già alcuni degli elementi che avrebbero poi conquistato i lettori del romanzo: un’ambientazione accademica, una relazione inizialmente costruita sulla finzione e due personaggi apparentemente incompatibili destinati a mettere in discussione le proprie certezze.
Quando il progetto è diventato un vero romanzo, i riferimenti alla galassia lontana lontana sono scomparsi. Rey è diventata Olive, giovane dottoranda determinata a costruirsi un futuro nella ricerca, mentre Kylo Ren si è trasformato in Adam Carlsen, professore tanto brillante quanto temuto dagli studenti.
Il risultato è stato The Love Hypothesis, pubblicato nel 2021 e diventato un bestseller del New York Times.
Al centro della storia c’è Olive, una giovane ricercatrice che si trova davanti a una situazione sentimentale decisamente complicata.
La sua migliore amica Anh si è innamorata di Jeremy, proprio il ragazzo per cui Olive aveva una cotta. Per convincere l’amica di aver ormai voltato pagina, Olive decide di improvvisare e bacia il primo uomo che si trova davanti.
Peccato che quell’uomo sia Adam Carlsen, il professore più temuto del dipartimento.
Da quel gesto impulsivo nasce un accordo: i due fingono di stare insieme. Una relazione di facciata, con regole e confini ben precisi. O almeno così dovrebbe essere.
Perché, come insegna qualsiasi commedia romantica degna di questo nome, stabilire delle regole è molto più semplice che rispettarle.
Il film, diretto da Claire Scanlon e scritto da Sarah Rothschild, porta sullo schermo proprio questo gioco di equivoci, attrazione e sentimenti inattesi.
A interpretare Olive e Adam sono Lili Reinhart e Tom Bateman.
Reinhart, conosciuta soprattutto dal grande pubblico per Riverdale, veste i panni di una protagonista brillante e determinata, mentre Bateman interpreta il professore apparentemente glaciale che nasconde, dietro un atteggiamento severo, una personalità molto più vulnerabile.
E qui arriva la coincidenza che sembra uscita direttamente dalla sceneggiatura.
Tom Bateman è infatti sposato con Daisy Ridley, l’attrice che ha interpretato proprio Rey nella nuova trilogia di Star Wars. In altre parole, l’attore che oggi interpreta il personaggio cinematografico nato dall’evoluzione di Kylo Ren è, nella vita reale, il marito dell’attrice che aveva dato un volto a Rey.
Una connessione curiosa, anche se la regista Claire Scanlon ha chiarito che non si è trattato del motivo per cui Bateman è stato scelto per il ruolo: secondo la regista, la parte richiedeva prima di tutto un attore capace di restituire la complessità e la vulnerabilità del personaggio.
La trasformazione da fanfiction a commedia romantica non ha cancellato del tutto le origini della storia.
Nel film sono stati inseriti alcuni piccoli richiami alla saga di Star Wars. Tra questi, una sequenza in cui Adam attraversa un corridoio vestito di nero, accompagnato da una costruzione musicale che richiama volutamente l’immaginario della saga. La regista ha confermato che il riferimento è intenzionale.
C’è poi un’altra possibile strizzata d’occhio ancora più sottile. Durante un montaggio romantico viene utilizzata Head Over Heels dei Go-Go’s, scelta che alcuni fan hanno interpretato come un riferimento al titolo originale della fanfiction, Head Over Feet. Gli interpreti non hanno confermato ufficialmente il collegamento, lasciando però aperta la porta all’ipotesi.
È proprio questo percorso a rendere The Love Hypothesis particolarmente interessante.
Prima una fanfiction pubblicata sul web. Poi un romanzo bestseller. Infine un film prodotto da Amazon MGM Studios e distribuito globalmente su Prime Video.
E il pubblico, almeno nelle prime giornate, ha risposto in maniera decisamente importante: il 24 settembre il film risultava primo nella classifica dei film di Prime Video in 49 Paesi, tra cui Regno Unito, Francia, Germania, Canada e Italia.
La parabola di The Love Hypothesis, insomma, racconta anche qualcosa di più ampio sul modo in cui oggi nascono le storie di successo: a volte un’idea può partire dagli angoli più imprevedibili del web, cambiare pelle strada facendo e arrivare, qualche anno dopo, direttamente sul catalogo di una delle più grandi piattaforme di streaming al mondo.
E se all’inizio c’erano una fanfiction e due personaggi di Star Wars, oggi ci sono Olive e Adam, una storia d’amore ambientata tra laboratori e università e milioni di spettatori pronti a scoprire se, almeno questa volta, la teoria dell’amore funziona davvero.




