La storia dell’amicizia più famosa della musica italiana torna a vivere sotto i portici. Siamo nella Bologna degli anni Settanta e in via Castiglione camminano fianco a fianco Lucio Dalla e Gianni Morandi.
A riportare indietro le lancette dell’orologio è il set di “Lucio”, il biopic dedicato al cantautore bolognese diretto da Ambrogio Lo Giudice, che in questi giorni sta girando proprio sotto le Due Torri.
Il dettaglio che ha fatto impazzire il web è uno: a interpretare Morandi da giovane è suo figlio Tredici Pietro. E la somiglianza è impressionante, identico al papà ai tempi d’oro.
Il rapper e cantautore, che abbiamo imparato a conoscere sul palco dell’Ariston con il suo stile sbarazzino, i ricci e i tatuaggi, è irriconoscibile. Per l’occasione ha stravolto il look: capelli lisci e lunghi che coprono nuca e orecchie, completo color sabbia a zampa d’elefante, camicia con colletto largo, proprio come si vestiva Gianni negli anni ’70.
Accanto a lui, l’attore che veste i panni di Dalla, con il coppola e la barba inconfondibile, completa un quadro che sembra uscito da una foto d’epoca.
La scelta non è casuale e ha un valore simbolico fortissimo. Quella tra Lucio e Gianni non è stata solo una collaborazione artistica, ma un’amicizia profonda, fraterna, nata proprio a Bologna e durata tutta la vita. Canzoni, tournée insieme, scherzi, un legame che ha segnato la storia della musica italiana. Portarono sul palco l’idea di due mondi diversi che si abbracciavano: il genio eccentrico e poetico di Dalla e la solarità popolare di Morandi.
Oggi quel filo si ricuce grazie al figlio. Vedere Tredici Pietro nei panni del padre giovane è un corto circuito emozionante. Non è solo una questione di fisionomia, è lo stesso sorriso, lo stesso modo di camminare sotto i portici che furono loro.
Per Pietro, abituato ai beat hip-hop e alle rime serrate, è la prima volta in veste di attore e subito in un ruolo così carico di significato: interpretare suo padre nel momento in cui incontra l’amico di sempre.




