Da artista pop a giallista. Giusy Ferreri cambia pelle e debutta in libreria con “Voci interrotte”, un noir che affonda le radici nella sua infanzia pavese.

Cuore del romanzo è la statua della dea Minerva, una figura che per l’artista ha un valore affettivo profondo. È la stessa scultura che da bambina ammirava incantata nella piazza di Pavia e che ha sempre continuato ad affascinarla. Oggi quella statua diventa protagonista e chiave del mistero.

Nel libro, infatti, è proprio il monumento dedicato alla dea a innescare il giallo: davanti a un gruppo di ragazzi, Minerva prende vita e poi scompare nel nulla. Un prodigio inspiegabile che fa da preludio al ritrovamento nel fiume del cadavere di Josh River, giovane e talentuoso musicista.

Da lì la trama si sposta nella quiete apparente del Parco del Ticino, dove il corpo del ragazzo sparisce misteriosamente. Il caso si complica quando altre due morti sospette fanno precipitare gli eventi.

A far luce sull’enigma arriva una giovane e bellissima cantante di nome Minerva, quasi un alter ego della dea, che si offre di aiutare nelle indagini. È lei, ispirata alla statua dell’infanzia di Giusy, ad aiutare a risplendere il giallo e a condurre verso un finale inaspettato.

Un esordio che arriva a vent’anni dal successo musicale per l’artista siciliana cresciuta in Lombardia, capace di intrecciare musica, mistero e intelligenza artificiale in un thriller tutto pavese.