Pontida si avvicina e Matteo Salvini gioca la carta della sicurezza. Davanti a governatore, assessori e consiglieri lombardi al Pirellone, il leader del Carroccio detta i tempi: 3.200 soldati in più in una settimana per arrivare a quota 10 mila. Una forzatura che però trova il muro compatto di alleati e ministri, tanto che il documento della Lega su Strade Sicure, se non verrà ritoccato, rischia di incagliarsi in Commissione Difesa alla Camera. Ma a ridosso di Pontida il capo del Carroccio non fa un passo indietro. Convoca al Pirellone la squadra lombarda, prova a ricompattare il partito dopo settimane di tensioni e detta la linea per incalzare Palazzo Chigi: non c’è più tempo da perdere. Per portare il contingente dagli attuali 6.800 a 10 mila unità, quindi con 3.200 uomini in più, basterebbe “una settimana”, assicura.
Una scadenza che però viene smentita sia da Fratelli d’Italia che da Forza Italia. Dopo i rilievi del titolare della Difesa Guido Crosetto, anche il sottosegretario azzurro Matteo Perego di Cremnago va nella stessa direzione. Il potenziamento di Strade Sicure, spiega, “non lo stiamo rifiutando”, ma presuppone “alcuni passaggi” da inserire anche nel ddl Difesa.
Al cronometro di sette giorni lanciato da Salvini, Perego contrappone un altro ragionamento: “Non è una questione di tempi”. Prima di tutto servono “addestramento, organici ed equipaggiamenti adeguati”.
Malgrado il doppio stop dei partner, il Carroccio non molla sui 10 mila militari da destinare alle strade e ai luoghi più a rischio del Paese. Oggi, alle ore 9.00, il testo arriverà in Commissione.
Ma tra la fretta della Lega e il via libera restano le criticità evidenziate insieme da Crosetto e Perego. Il ministro aveva già bocciato l’idea di aumentare le mimetiche e aveva insistito sulla necessità di una riforma organica; il sottosegretario aggiunge che per passare da un presidio fisso a un impiego più operativo accanto alle forze di polizia “serve anche un passaggio normativo”, oltre a preparazione e mezzi idonei.
Il segnale politico è altrettanto evidente: con FdI e Fi allineati, la Lega non può pensare di andare avanti da sola. Un margine per evitare lo scontro in Commissione esiste, ma passa da una riscrittura del testo.




