Il docufilm diretto da Pippo Mezzapesa ripercorre la storia artistica e personale di Fabio Rizzo, dall’infanzia nella Barona al successo come protagonista della scena rap italiana

In occasione dell’arrivo di King Marracash su Disney+, è disponibile una nuova clip con Fabio Rizzo, in arte Marracash, che introduce il pubblico al cuore del docufilm diretto da Pippo Mezzapesa. Il film, primo progetto cinematografico dedicato alla carriera dell’artista, sarà disponibile in streaming in esclusiva sulla piattaforma dal 18 settembre.

Nella clip, Marracash racconta alcune delle tappe più significative del proprio percorso, soffermandosi sui momenti che hanno contribuito a costruire la sua identità artistica e personale. Un viaggio che attraversa il successo e le difficoltà, la dimensione pubblica e quella più privata, mettendo al centro non soltanto il rapper, ma anche Fabio Rizzo.

Presentato nelle sale italiane lo scorso maggio come evento speciale, King Marracash ha registrato il miglior debutto per un docufilm musicale dal 2024. Il progetto segue un anno particolarmente significativo nella vita dell’artista e costruisce un racconto ravvicinato della sua quotidianità, tra amici, collaboratori, riconoscimenti, musica e relazioni personali.

Il punto di partenza del film è un evento senza precedenti per il rap italiano, il primo tour negli stadi realizzato da un rapper del nostro Paese. Al centro del racconto c’è in particolare la tappa di Milano, allo Stadio San Siro, del 25 giugno 2025. Da qui il docufilm torna indietro nel tempo per ripercorrere le diverse fasi della carriera di Marracash, dalle prime rime al debutto discografico, dal successo ai momenti di stasi, fino alla consacrazione come uno degli artisti più importanti della scena musicale italiana.

Il racconto si sposta anche nella dimensione più intima di Fabio Rizzo, nei luoghi della sua infanzia, tra i casermoni della Barona, periferia milanese che ha avuto un ruolo centrale nella sua formazione. Il viaggio arriva inoltre in Sicilia, accanto alla famiglia d’origine, componendo un ritratto che intreccia memoria, radici e presente.