Giornata decisiva per Alessandro Di Battista. Partito ieri da Cuba all’Italia, dopo due settimane difficilissime trascorse in ospedale, è stato trasferito con un protocollo particolare: rotta a bassa quota per limitare gli effetti della pressurizzazione in cabina e con una o più soste intermedie prima dell’atterraggio nella Capitale.

È atterrato a Ciampino. La destinazione più probabile è il Policlinico Gemelli, dove proseguirà il percorso di cure. Proprio dal Gemelli era partita nei giorni scorsi un’équipe composta da un neurochirurgo e da un rianimatore, volata all’Avana per assisterlo direttamente e valutare le condizioni per il rimpatrio sanitario.

Sono state due settimane cariche di apprensione. In tantissimi hanno fatto arrivare messaggi di sostegno e affetto all’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle. Al suo fianco, fin dal primo momento, la compagna Sahra – madre dei suoi due figli – e l’amico di sempre Luca Di Giuseppe, presidente dell’associazione Schierarsi, che in queste ore si è occupato anche di gestire la comunicazione in una situazione complessa, divisa tra l’enorme attenzione mediatica e la richiesta di riservatezza della famiglia.

Il segnale che qualcosa si era sbloccato era arrivato nella notte, con un post dal sapore di saluto pubblicato proprio da Schierarsi su Facebook: “Vogliamo dire grazie ai medici, agli infermieri e ai fisioterapisti che in queste ore lo stanno assistendo prima del rientro in Italia”. Un messaggio che lasciava intendere l’imminenza della partenza.

Ora inizia la seconda fase: cure, riabilitazione e una lunga convalescenza. Ad accompagnare l’annuncio del viaggio, le parole di Di Giuseppe, che ha affidato ai social un pensiero personale: “Buon rientro, fratello mio. Ci vediamo a Roma tra poche ore”, aggiungendo un ringraziamento “a tutti i medici cubani che si sono presi cura di Alessandro in queste giornate infinite”.