Dalla gavetta a Sanremo, Settembre ha trasformato fragilità e sogni in musica. Ora arriva il momento più importante: scrivere il prossimo capitolo

Ci sono artisti che sembrano arrivare all’improvviso. Settembre no. Quando Andrea Settembre si prende il palco, dietro quei pochi minuti di musica ci sono anni che non si vedono. Sono le prove, le occasioni cercate, le porte bussate più volte, le esperienze televisive e quella sensazione difficile da spiegare di essere sempre a un passo da qualcosa che ancora non ha un nome. La vittoria di Sanremo ha acceso i riflettori. Ma i riflettori, da soli, non costruiscono una carriera. A farlo sono le canzoni. E oggi Settembre si trova davanti alla parte più delicata del percorso: trasformare l’attenzione in identità, il successo in continuità, un momento importante in qualcosa che duri. Non è più sufficiente essere “quello che ha vinto”. Deve diventare quello che ha qualcosa da dire anche dopo aver vinto.

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361 Magazine ha intervistato, Andrea reduce dalla vittoria a Sanremo Giovani, l’artista sta continuando a riscuotere un clamoroso successo col suo nuovo singolo “Due settimane”, a tal proposito, alla domanda: “Tu ti fideresti di un amore che arriva troppo velocemente?”, Andrea ha risposto: “Adesso no, dopo aver scritto questa canzone no. Non mi fiderò, meglio essere cauti”. Ricordando Sanremo invece ha rivelato che il momento più profondo è stato: “Forse quando ho riabbracciato la mia famiglia, subito dopo essere sceso dal palco, quello sicuramente è stato il momento più bello e più importante di tutta quella esperienza”.

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