A Marigliano il 5 settembre non c’è stato solo un concerto. C’è stata una festa vera, di quelle che restano addosso.
Serena Brancale, ospite d’onore della Festa dei Tre Santi in Piazza Municipio, ha trasformato il palco in un club musicale a cielo aperto, ma con la potenza di uno show internazionale.
Barese, polistrumentista, cantante jazz con l’anima soul e il cuore pugliese, Serena ha fatto quello che sa fare meglio: cantare senza filtri. Scat, loop vocali, percussioni fatte con la voce, virtuosismi che a Marigliano hanno lasciato tutti a bocca aperta. Ma mai per esibizionismo. Ogni acrobazia vocale era gioia, era racconto, era condivisione.
Dalla hit Baccalà al viaggio più intimo del suo ultimo progetto, ha portato in piazza un mix perfetto di tradizione e modernità. Ed è questo che ha funzionato: la Festa dei Tre Santi è radici, comunità, devozione popolare. Serena ci ha messo il futuro, una musica senza confini che ha fatto ballare nonni, ragazzi e bambini sotto lo stesso cielo.
Non c’era distinzione tra palco e piazza. Lei che improvvisa, che ride, che parla in dialetto. Il pubblico che risponde, che canta, che batte le mani a tempo. Quella che a Milano chiamano “Piazzetta Pugliese” a Marigliano è diventata una piazza campana nel senso più bello del termine: accogliente, calda, rumorosa di felicità.
Marigliano aveva bisogno di una notte così. Non di un semplice nome in cartellone, ma di un’artista capace di regalare energia vera. E Serena Brancale, con la sua voce che sembra uno strumento e la sua gioia contagiosa, ha regalato esattamente questo: una festa di piazza come non se ne vedevano da tempo.




