Non è solo un abito quello che Giulia De Lellis ha indossato a Venezia. È un pezzo di vita. Un ricordo che ha preso forma.
Per l’83esima Mostra del Cinema, l’influencer ha scelto di non puntare su un grande nome della moda, ma su qualcosa di molto più intimo. Un vestito che si chiama “Lucilla”, come sua nonna.
Un abito nato dai centrini all’uncinetto fatti a mano, uno ad uno, dalla bisnonna Linda e dalla nonna Lucilla. Lavori preziosi, realizzati con amore e con il tempo lento di una volta, custoditi per anni come un’eredità di famiglia.
A conservarli, racconta Giulia sui social, è stata proprio la nonna. Li ha tenuti da parte, protetti, senza mai buttarli. Lei li ha ritrovati e ha deciso di farli rinascere. Grazie al lavoro della designer Diana Querimi, quei pizzi sono diventati un capo unico, contemporaneo, da indossare sul red carpet.
E qui sta la magia. Per lei, questo è il senso più profondo dell’upcycling. Non è solo riutilizzare un materiale. È ridargli un’anima. È rispettarne la storia, preservarne il valore affettivo e permettergli di continuare a vivere in un’altra forma.
Nel suo vestito si incontrano tre donne. Le mani sapienti della bisnonna che ha creato i centrini, la memoria della nonna che li ha custoditi, e la nipote che oggi li indossa.
‘Lucilla’ non è un semplice look da Mostra. È un atto d’amore. È la dimostrazione che la moda più bella è quella che sa raccontare chi siamo e da dove veniamo. Perché a volte, dare una seconda vita a un oggetto, significa dare nuova vita anche ai ricordi.




