C’è qualcosa di profondamente cinico nelle controversie che nascono quando un italiano sta male all’estero. Anche nelle ore di angoscia per Alessandro Di Battista, 48 anni, ex parlamentare pentastellato, attualmente ricoverato al nosocomio ‘Hermanos Ameijeiras’ dell’Avana, a Cuba, sono sorte polemiche. Hanno travolto i messaggi che Di Battista ha mandato dall’ospedale ed anche la proposta di farlo rientrare in Italia con un volo di Stato, che Dibba parrebbe aver rifiutato.

Intanto, accanto a lui ora c’è anche la sua compagna, Sahra Lahouasnia, atterrata ieri nella capitale caraibica insieme a un team di sanitari del Policlinico Gemelli di Roma. Un neurochirurgo e un anestesista-rianimatore che affiancheranno i medici cubani e che dovranno stabilire se e quando le condizioni del paziente consentiranno il rimpatrio, fino ad ora ritenuto impossibile perché giudicato non trasportabile.

Nella serata di ieri è intervenuto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a confermare l’attivazione della Farnesina: “Ci stiamo adoperando per riportare Di Battista in Italia. Mi auguro possa avvenire a breve, magari già nei prossimi giorni”.

Forte l’agitazione anche dentro il Movimento 5 Stelle. Giuseppe Conte è in collegamento continuo con il Ministero, con i familiari e con le persone vicine a Di Battista: sarebbe stato proprio l’ex premier a favorire l’invio dell’equipe del Gemelli sull’isola. Il M5S stesso si è detto pronto a dare un contributo concreto per organizzare il ritorno.

Di Battista, intanto, ha voluto farsi sentire dagli italiani. Prima con un commento all’invito del pizzaiolo Gino Sorbillo a incontrarsi a Napoli, poi con una storia Instagram contro quanto accade a Gaza. Ha parlato anche con Tajani al telefono, che lo ha descritto come battagliero. Dal suo entourage fanno sapere che è cosciente e che segue tutto.

La sua associazione ‘Schierarsi’, nata su sua iniziativa, ha chiesto di non diffondere indiscrezioni non verificate dalla famiglia sulla diagnosi, smentendo la corsa alle ipotesi sull’ictus circolate in rete, e ha ringraziato Luca Di Giuseppe per l’assistenza immediata e per averlo raggiunto a Cuba.

E poi c’è il rumore di fondo, la parte più squallida: la polemica sul possibile volo sanitario di Stato per riportarlo a casa, volo che secondo diverse fonti lo stesso Di Battista avrebbe rifiutato. Sui social si è scatenato il solito processo sommario.

A rispondere è il capogruppo M5S alla Camera, Riccardo Ricciardi, che parla di “infamie” e ricorda i numeri: solo nel 2026 sono già 57 i voli umanitari effettuati per connazionali in difficoltà fuori dai confini nazionali, attivati secondo criteri clinici rigorosi. Nessun privilegio, dunque.

Gli fa eco Andrea Scanzi: “Ale è lucido, ci legge e non molla. Mai”. E definisce il dibattito sul velivolo di Stato una “deficienza assoluta”, visto che al momento Di Battista non è nemmeno in condizioni di volare. Poi i ringraziamenti anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, impegnata a garantire al cittadino italiano le cure migliori e la vicinanza del Paese.