Arriva in pieno agosto, con settimane di ritardo rispetto a quanto annunciato dopo la Costituente di giugno.
Roberto Vannacci mette nero su bianco la prima parte della piattaforma di Futuro Nazionale. Le altre due sezioni usciranno nelle prossime settimane.
Un testo che pesca in parte dal centrodestra di governo, ma che segna anche distanze nette, soprattutto con Forza Italia. E che finisce subito al centro del dibattito per un passaggio preciso: la “tutela del patriarcato mediterraneo”.
Le 4 “linee non negoziabili”
L’ex generale della Folgore fissa quattro pilastri “imprescindibili”:
1. Difesa della vita dal concepimento alla morte naturale
2. Modello di famiglia tradizionale
3. Radici cristiane
4. Tradizione giuridica romana
Quattro punti che rischiano di complicare un’eventuale intesa con il partito di Antonio Tajani. Il nodo più spinoso resta il fine vita, tema su cui FI ha lavorato in Senato nell’ultimo anno.
La bufera sul “patriarcato mediterraneo”
È questo il passaggio che ha innescato la polemica. Nel documento si legge: “Dove svanisce ogni residuo della ‘società patriarcale’ si registra un preoccupante incremento della violenza contro le donne”.
Reazione immediata del Partito Democratico. Il senatore Filippo Sensi liquida la frase come “una battuta di cattivo gusto”. Per Valeria Valente si tratta invece di “un delirio di stampo maschilista, incostituzionale e con richiami neofascisti”.
I 4 assi del programma 2027-2037
A firmare la “Base ideologica e programmatica per l’Italia del futuro” è Lorenzo Gasperini, teorico del movimento. I capitoli sono 4: economia, immigrazione, sicurezza, energia.
Economia: Vannacci punta su semplificazione fiscale e piena occupazione. Propone un “archivio nazionale per l’impiego” e la cancellazione dei sussidi per chi rifiuta un’offerta lavorativa. Sul fronte produttivo spinge per il Made in Italy di qualità: agroalimentare d’eccellenza e artigianato ad alto valore.
Migrazione e ordine pubblico: tornano le parole chiave degli ultimi mesi: “remigrazione” e “tolleranza zero”. Nel mirino lo stop agli sbarchi, la sospensione dei decreti flussi e dei ricongiungimenti familiari. Per la cittadinanza si chiedono 20 anni di residenza più esame di lingua e cultura. Previsti anche militari nelle “aree a forte presenza criminale”, ampliamento delle carceri e abbassamento a 12 anni dell’età minima per la responsabilità penale.
Energia: no secco al Green Deal e all’addio ai motori termici fissato al 2035. Sì invece all’acquisto di gas russo e allo sviluppo del nucleare di nuova generazione.
Distanze e avvicinamenti
Il testo di Futuro Nazionale si muove su un doppio binario: molte convergenze con l’attuale esecutivo, ma anche strappi evidenti, in particolare sul piano dei diritti e dell’Europa.
La pubblicazione ad agosto accende subito il confronto. Tra chi parla di identità e radici e chi denuncia derive reazionarie, il “patriarcato mediterraneo” diventa la miccia.




