Due volte l’inno d’Italia, due volte più in alto di tutti. Nella piscina di Parigi il tricolore ha sventolato forte, e con lui è tornata a brillare la Nazionale azzurra.
Giornata, quella di ieri, da grandi firme, con le certezze del passato che trascinano e i volti nuovi che scrivono la storia.
Quadarella, poker leggendario
Simona Quadarella non si ferma più. Negli 800 stile libero cala il quarto titolo europeo consecutivo. Nessuna prima di lei c’era mai riuscita.
Duello annunciato con la tedesca Isabel Gose: parte meglio la rivale, ma la romana gestisce, aspetta e intorno ai 600 metri piazza l’allungo decisivo.
“Confermarsi è la cosa che ti dà più soddisfazione – dice Simona a fine gara -. Siamo partiti col piede giusto e stiamo girando tutti bene”.
Martinenghi si riprende tutto
Dopo un anno da dimenticare, Nicolò Martinenghi ritrova sé stesso e l’oro. Nei 100 rana non lascia scampo: resta in scia e poi allunga, chiudendo in 58″58.
Con lui sul podio anche Simone Cerasuolo, bronzo e autore di una gara coraggiosa: parte fortissimo e negli ultimi metri regge “di cuore”.
Si commuove Nicolò a bordo vasca: “È stato un anno difficilissimo, ho pensato che la piscina fosse passata in secondo piano. Ma questo è il mio mondo. Quando capisci che hai il cuore per lottare, non hai più paura”.
“E lui è l’esempio per tutti noi”, ricambia Cerasuolo.
Curtis, pagina storica
A chiudere il tris ci pensa Sara Curtis. Nei 100 stile libero conquista il bronzo in 52″72, a un solo centesimo dall’argento.
È la prima medaglia italiana di sempre nella gara regina in vasca lunga. Davanti a tutte l’olandese Marrit Steenbergen con il record dei campionati.
“Sono morta ma felicissima – confessa Sara -. È un riscatto. Ho scritto una pagina importante per me e per il nuoto italiano”.
A Parigi l’Italia si tuffa forte. Con le leggende che confermano e i giovani che bussano alla porta per scrivere la loro pagina di storia nel nuoto europeo.




