Madame, la voce che non chiede permesso: a Cattolica una notte di pura potenza
Ci sono voci che si ascoltano. E poi ci sono voci che, quando arrivano, occupano lo spazio. Quella di Madame appartiene alla seconda categoria. Ieri sera Cattolica non ha semplicemente ospitato una tappa del suo nuovo tour estivo. Per qualche ora, l’Arena della Regina è diventata il luogo in cui una cantautrice e il suo pubblico hanno smesso di essere due mondi separati. Lei sul palco, loro davanti. Ma soltanto in apparenza. Perché Madame ha una qualità rara: riesce a trasformare una folla in una persona sola. Una voce, migliaia di voci. Un’emozione, migliaia di storie. È qui che si misura la sua potenza.
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Non soltanto nei momenti in cui il palco esplode di energia, né nella capacità di trascinare il pubblico dentro ogni brano. La forza di Madame sta soprattutto nella maniera in cui riesce a rendere personale ciò che è collettivo. Le sue canzoni arrivano da lei, ma sul palco cambiano proprietario. Diventano ricordi, amori, inquietudini, rabbia, desideri di chi le sta davanti. E ieri sera, a Cattolica, si è percepito con una nitidezza particolare. Madame non è una cantante che cerca semplicemente applausi. Cerca una reazione. Vuole che il pubblico si muova, urli, risponda, si riconosca. Vuole che la canzone esca dal microfono e trovi un’altra vita nella platea. Il nuovo tour estivo porta così sul palco una Madame che non sembra avere bisogno di dimostrare chi sia. Lo sa. E soprattutto lo fa sentire. La sua scrittura rimane il centro di tutto. Parole che non hanno paura di essere scomode, personali, istintive. Parole che cercano una lingua propria e che, proprio per questo, riescono spesso a parlare a chi ascolta.
GUARDA LA GALLERY COMPLETA. PH. Gabriele Lorandi




