Continuano i successi azzurri a Parigi
Foto di Andrea Masini e Andrea Staccioli / DBM
Quando tutto sembrava sfuggire di mano, è arrivato il tuffo perfetto. Stefano Belotti e Matteo Santoro si sono presentati sull’ultimo trampolino con un solo obiettivo: giocarsi il tutto per tutto. Erano leggermente attardati nella classifica della finale del sincro 3 metri agli Europei, senza più margine d’errore. Serviva un’impresa.
L’impresa è arrivata con il loro “cavallo di battaglia”, come lo definisce Belotti: il doppio e mezzo avanti con due avvitamenti. Un’esecuzione impeccabile, sincronizzata alla perfezione, premiata con 80.58 punti, il punteggio che ha fatto esplodere di gioia gli azzurri. Con 386.07 punti complessivi, Santoro e Belotti hanno scavalcato gli inglesi Jack Laugher e Anthony Harding, fermi a 385.59 dopo aver raccolto 75.24 punti con il loro quadruplo e mezzo avanti, il tuffo più difficile e provato fino all’ultimo allenamento.
Il titolo europeo è andato ai tedeschi Lou Noel Guy Massenberg e Jonathan Gisbert Schauer, dominatori con 423.84 punti, davanti agli atleti neutrali russi Evgenii Kuznetsov e Nikita Shleikher, secondi con 408.99.
Per Santoro e Belotti si tratta dell’ennesima conferma di un’intesa nata nelle categorie giovanili: insieme hanno conquistato il titolo europeo juniores a Otopeni nel 2022 e quello mondiale juniores a Montréal nello stesso anno.
«Sto lavorando molto su me stesso e su come gestire le gare – ha spiegato Matteo Santoro, 19enne romano allenato da Alice Palmieri e tesserato per Marina Militare e MR Sport F.lli Marconi –. Mi metto addosso responsabilità che nessuno mi impone. Già da ieri sera, insieme alla mia allenatrice, abbiamo iniziato degli esercizi di respirazione per aiutarmi a gestire la tensione e oggi li ho affrontati da professionista. Sono davvero orgoglioso perché in questa gara mi sono superato».
Soddisfatto anche Stefano Belotti, 22 anni, bergamasco delle Fiamme Gialle e Bergamo Tuffi, allenato da Benedetta Molaioli: «Al di là della prestazione, sono contento di tutto il percorso fatto quest’anno. Mi sono trasferito da Bergamo a Roma, ho cambiato allenatrice, compagni e ambiente. Con serenità, tanto lavoro e divertimento sono riuscito a ottenere un bellissimo risultato».
Tra i due il rapporto è ormai consolidato anche fuori dalla pedana. «Stefano mi ha aiutato tantissimo a trovare delle distrazioni e a non restare chiuso nella mia bolla», ha raccontato Santoro. Belotti ha ricambiato l’affetto: «Per Matteo posso spendere solo belle parole. È un ragazzo speciale, tutti gli vogliamo bene. Sappiamo che atleta è e per me è un piacere gareggiare insieme a lui».




