Le parole del neo ct
Roberto Mancini torna sulla panchina della Nazionale italiana a tre anni dall’addio e lo fa senza nascondersi. Nel giorno della sua presentazione, ieri 29 luglio 2026, il commissario tecnico ha ammesso gli errori del passato, ribadendo tutto il suo legame con la maglia azzurra e fissando obiettivi ambiziosi.
«Ho sbagliato e mi dispiace. Sono innamorato della Nazionale, è come quando perdi la donna della tua vita per un errore», ha confessato Mancini. «La sorte, e anche il presidente Malagò, mi permettono di riscattarmi. Sono qui per vincere un trofeo importante, anzi due, e per restare il più a lungo possibile».
L’ex ct guarda avanti senza dimenticare il passato. «Farò in modo che la Nazionale giochi bene anche per farmi perdonare quanto accaduto tre anni fa. Con Gravina abbiamo chiarito: la responsabilità dell’addio è stata mia. Se ci fossimo parlati, probabilmente non sarebbe successo nulla».
Mancini ha poi ribadito la fiducia nei giovani, ricordando il percorso di Nicolò Zaniolo: «Quando arrivò da noi non aveva ancora giocato in Serie A. Al primo raduno era in difficoltà, al secondo era completamente cambiato. Abbiamo tanti ragazzi validi, bisogna avere il coraggio di puntare su di loro». Da qui anche l’idea di creare continuità tra le varie rappresentative: Under 19, Under 20 e Under 21 dovranno adottare lo stesso sistema di gioco della Nazionale maggiore per facilitare il percorso di crescita.
Sul piano tattico non ci saranno rivoluzioni: la base sarà il 4-3-3. «Ci darà uno spirito offensivo. Troveremo i nuovi Bonucci e Chiellini per accompagnare la crescita dei giovani». Il ct ha poi ricordato il lavoro svolto nella sua precedente esperienza: «Nel 2018 molti ci consideravano soltanto la settima o l’ottava forza d’Europa. Io non l’ho mai pensato. Se abbiamo ottenuto 37 risultati utili consecutivi significa che qualcosa di buono è stato fatto. Quando l’Italia arriva a un Mondiale o a un Europeo diventa sempre una squadra pericolosa».
Gli obiettivi sono chiari: «Dobbiamo costruire subito una squadra competitiva e provare a ottenere risultati in ogni competizione: Nations League, Europeo e Mondiale».
Accanto al nuovo ct ci sarà Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico. L’ex allenatore della Roma ha posto l’attenzione soprattutto sulla formazione dei giovani e sul costo del calcio di base. «Le scuole calcio sono diventate costosissime e ci sono famiglie che non possono permettersele. Voglio capire come funziona questo sistema e provare a trovare una soluzione. Dobbiamo riportare i bambini a giocare a calcio abbassando i costi».
Per Ranieri il problema riguarda anche la crescita tecnica dei ragazzi: «Le nostre giovanili fanno bene fino all’Under 21, poi arriva il salto più difficile. Dobbiamo lavorare maggiormente sulla tecnica individuale. I giovani allenatori pensano troppo a vincere e troppo poco a formare i calciatori».
L’ex tecnico giallorosso ha ribadito inoltre la necessità di aumentare lo spazio per gli italiani nei club: «Le squadre sono piene di stranieri e questo non va bene. Bisogna dare a Roberto la possibilità di scegliere tra più giocatori italiani». Infine ha spiegato perché, dopo l’addio di Luciano Spalletti, aveva rifiutato la panchina azzurra: «Non mi sono mai pentito. Non potevo lasciare la Roma, la squadra del cuore, perché ci sarebbero stati evidenti conflitti di interesse».
A chiudere la presentazione è stato Giovanni Malagò, che ha raccontato un retroscena significativo: «Ieri Donnarumma mi ha scritto: “Pres, Mancini era quello che volevamo”». Il presidente del CONI ha poi rivelato di aver ricevuto il pieno sostegno di Gravina nella scelta della nuova coppia tecnica formata da Mancini e Ranieri, definendola una decisione condivisa e accolta con grande entusiasmo.




