L’appello dei giocatori di football

Il Mondiale di calcio ha acceso una protesta che va ben oltre il pallone. A prendere posizione sono infatti le stelle della Nfl, convinte che l’erba naturale debba diventare lo standard anche nel football americano. Da Caleb Williams, quarterback dei Chicago Bears, a George Kittle dei San Francisco 49ers, passando per Breece Hall e Jaxson Dart, sempre più giocatori stanno chiedendo alle franchigie di abbandonare i campi sintetici.

Alla base della mobilitazione c’è un tema di sicurezza. Secondo il sindacato dei giocatori della Nfl, le superfici artificiali aumentano il rischio di infortuni agli arti inferiori perché trattengono maggiormente i tacchetti. I dati indicano un incremento del 28% degli infortuni non dovuti a contatto, come la rottura del legamento crociato anteriore o le distorsioni alla caviglia. Dall’altra parte, però, i proprietari delle franchigie continuano a preferire il sintetico: richiede costi di manutenzione inferiori e consente di utilizzare gli impianti con maggiore frequenza per concerti e altri eventi, senza compromettere il terreno di gioco.

Attualmente la lega è divisa quasi a metà tra stadi con erba naturale e impianti dotati di superficie sintetica. Ma il Mondiale ha cambiato la prospettiva. Per rispettare gli standard imposti dalla Fifa, undici stadi della Nfl, compresi diversi che normalmente ospitano partite su sintetico, sono stati convertiti temporaneamente con manti in erba naturale.

Ed è proprio questa trasformazione ad aver dato forza alle rivendicazioni dei giocatori. Vedere gli stessi impianti adattarsi senza difficoltà alle esigenze della Coppa del Mondo ha alimentato la convinzione che la scelta del sintetico sia ormai dettata più da ragioni economiche che tecniche. Da qui la campagna social diventata rapidamente virale su X e Instagram con l’hashtag #WorthTheCost (“Vale il costo”): il messaggio è chiaro, se le franchigie possono investire milioni per garantire ai calciatori del Mondiale un terreno naturale, dovrebbero essere disposte a fare lo stesso per salvaguardare la salute dei propri giocatori.