Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiarisce al Ministro della Giustizia Carlo Nordio i limiti del ruolo del Guardasigilli rispetto alla concessione della grazia, potere che la Costituzione assegna in via esclusiva al Capo dello Stato. Avviene dopo l’annuncio del ministero di aver avviato l’istruttoria per un possibile provvedimento di clemenza a favore del gioielliere piemontese Mario Roggero.
Non è in discussione il caso. Le motivazioni della sentenza della Cassazione su Roggero non sono ancora state depositate. La questione è di natura istituzionale e riguarda il rispetto delle prerogative costituzionali del Presidente. La grazia può essere disposta “anche senza che ne venga fatta richiesta”, ma “l’iniziativa deve partire in ogni caso dal PdR”, al quale da tempo è riconosciuta questa facoltà.
GRAZIA A ROGGERO, IL CENTRO DESTRA SI MOBILITA
Sul fronte politico, i capigruppo di FdI, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, Civici d’Italia, Udc e Maie-Centro Popolare hanno avviato una raccolta firme per chiedere formalmente al Ministero della Giustizia la grazia.
“Al di là degli aspetti giuridici – si legge nella nota congiunta – la vicenda Roggero impone una risposta immediata. Alla sua età, scontare la pena significherebbe di fatto un ergastolo, una pena insostenibile considerato quanto accaduto”.
Guido Crosetto interviene su X: “Bisogna trovare una via per evitargli il carcere. Bisogna percorrere ogni strada possibile per farlo rientrare a casa”.
Anche il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini calca la mano in merito:
“Non è giustizia mettere in galera un 72enne che ha lavorato una vita intera e che si è difeso, con la moglie e la figlia, da una rapina”.
Sulla legittima difesa, Salvini ricorda che “la norma approvata su spinta della Lega ha già evitato processi e sofferenze a molti cittadini. Ma il caso Roggero dimostra che serve allargare ancora di più il perimetro”.
Il caso Roggero divide e unisce. Divide perché rimette al centro il tema della legittima difesa e del confine tra tutela e vendetta. Unisce perché, al di là delle appartenenze, nessuno riesce a immaginare un uomo di 72 anni che invece di stare con i nipotini dorme in cella.
È comprensibile dunque la spinta politica. Ma è doveroso che la spinta resti dentro le regole, ricorda Mattarella.




