Nove anni. Un nuovo disco. E poi il ritorno.
Bruno Mars è di nuovo in Italia e sceglie San Siro per due serate che diventano subito evento con ingresso in mini vespa e sciarpa dell’Italia al collo. The Romantic Tour porta con sé tutto il catalogo dell’hawaiano: il funk delle origini, il soul, il pop, l’esperienza Silk Sonic con Anderson Paak e le nuove venature latine dell’ultimo album che dà il nome al Romantic tour. Mars dimostra sin da subito cosa voglia dire portare in scena la qualità del performer.
Con una band impeccabile e un pubblico in estasi, Bruno si palesa in una forma pazzesca. Rimette in riga tutti e ci ricorda una volta per tutte come si costruisce un concerto.
Il dubbio non esiste
Quando un artista sparisce dalle scene per quasi un decennio le domande fioccano: avrà ancora fiato? Sarà solo una parata di greatest hits? I pezzi nuovi reggeranno il confronto?
Con Bruno Mars la risposta arriva prima ancora della seconda canzone sul palco: il leone è ruggisce ancora. Così l’artista a Milano, dá una lezione su cosa voglia dire lasciar tornare il pubblico a casa con il sorriso.
San Siro rosso passione
Un colore ha imperato ed impererà al San Siro: il rosso passione. Alle 17 di ieri lo stadio era già pieno. Il rosso di The Romantic, il disco uscito a febbraio, è il colore della passione che ha mosso circa 100mila persone a Milano per le due date italiane.
Bruno si palesa in una chiesa, in ginocchio. Prega per chi lo aspetta e chiede di poter regalare una serata perfetta. Poi l’ingresso. Parte Risk It All, brano del nuovo album, e subito dopo Cha Cha Cha. Canta, balla, va alle percussioni. Il messaggio è chiaro: sono qui per suonare, non solo per cantare.
Dal nuovo al classico, passando per La Bamba
è un crescendo continuo. Già con i brani di The Romantic lo stadio è suo. Poi esplode tutto con 24K Magic e Treasure: fuochi, coreografie, Bruno che corre da una parte all’altra del palco. Intanto la Romantic Cam riprende i fan, molti con una bandana rossa uguale a quella dell’artista. Mars ricorda sul palco anche il suo riferimento: Marvin Gaye, scomparso nel 1984.
Lo showman non fa un concerto. Regala uno spettacolo completo, dove ogni dettaglio è studiato e ogni canzone trova il suo spazio, vecchia o nuova che sia. Il pubblico torna a casa estasiato dallo spettacolo e con una certezza: quando Bruno sale sul palco, lo show esplode in ogni sua forma.




