L’indagine
Le vacanze restano il momento dell’anno in cui gli italiani si sentono meglio con se stessi, ma sempre più spesso non sono sufficienti a recuperare il benessere psicologico accumulando mesi di stress. È quanto emerge da una ricerca realizzata da Unobravo, secondo cui il 76,8% degli intervistati dichiara di stare emotivamente meglio durante le ferie rispetto al resto dell’anno, mentre il 37,1% le considera il periodo in cui si sente meglio in assoluto.
Allo stesso tempo, quasi un italiano su tre (28,6%) non partirà per una vera vacanza quest’estate. E anche tra chi riesce a concedersi un periodo di ferie, il risultato non è sempre quello sperato: il 34,1% afferma di essere tornato meno ricaricato del previsto o addirittura più stanco di prima.
Il lavoro resta il principale ostacolo
Alla domanda su quale sia il vero obiettivo delle vacanze, la risposta più frequente non riguarda il riposo fisico, ma la necessità di staccare mentalmente dal lavoro. Lo indica il 41,6% degli intervistati, davanti al recupero delle energie fisiche (31,4%) e al desiderio di “non pensare a niente” (27,5%).
Per molti, però, disconnettersi è sempre più difficile. Il 22,6% sostiene che oggi staccare dal lavoro durante le ferie sia più complicato rispetto a qualche anno fa, mentre il 17,5% ammette di continuare a lavorare o di non riuscire mai davvero a interrompere gli impegni professionali.
Il peso dello stress economico
Le difficoltà iniziano spesso ancora prima della partenza. Il 66,3% degli intervistati afferma che il costo delle vacanze incide almeno “abbastanza” sul proprio livello di stress, mentre per un italiano su quattro (25,2%) rappresenta la principale fonte di preoccupazione nell’organizzazione delle ferie.
Anche una volta partiti, il benessere convive spesso con il senso di colpa. Solo il 40,8% dichiara di non averlo mai provato durante una vacanza. Tra le motivazioni più frequenti figurano le spese sostenute per sé stessi (22%), la sensazione di non dedicare abbastanza tempo alle persone care (20,3%), la difficoltà a staccare dal lavoro (19,3%) e il mancato rientro dalla famiglia d’origine (17,1%).
Secondo Corena Pezzella, Clinical Manager di Unobravo, i dati mostrano come concentrare il proprio benessere in poche settimane possa trasformare le vacanze in una fonte di aspettative eccessive. «Quando il recupero psicologico viene affidato esclusivamente a un breve periodo dell’anno, aumenta il rischio di tornare alla routine senza aver realmente ritrovato un equilibrio duraturo», osserva.
Differenze tra single e coppie
La ricerca evidenzia anche differenze nel modo in cui single e persone in coppia vivono le vacanze.
Chi è in coppia dichiara più frequentemente di sentirsi “molto meglio” durante le ferie (40,7% contro il 30,9% dei single), mentre tra questi ultimi cresce la quota di chi afferma di stare peggio lontano dalla routine quotidiana.
Cambiano anche le priorità. I single vedono le vacanze soprattutto come un’occasione per ritrovare sé stessi (19,7% contro il 10,9% di chi è in coppia) e per liberare la mente dai pensieri quotidiani (32,5% contro 25,8%). Le persone in coppia, invece, attribuiscono maggiore importanza al tempo trascorso insieme al partner e al rafforzamento della relazione.
Anche sul piano economico emergono differenze: il 28,3% dei single considera il costo delle vacanze la principale fonte di stress, rispetto al 23,2% di chi è in coppia. Non sorprende quindi che siano proprio i single a rinunciare più spesso alle ferie: il 41,3% non partirà quest’estate, quasi il doppio rispetto a chi vive una relazione.
Tra libertà e fuga
Alla richiesta di descrivere le vacanze con una sola parola, il termine più scelto dagli intervistati è “libertà” (37,8%). Al secondo posto compare però “fuga” (21,6%), segno che per molti le ferie rappresentano prima di tutto un momento per allontanarsi da ritmi e pressioni della vita quotidiana, più che una semplice occasione di svago.




